Il 14 luglio esce NESSUN RIMORSO RELOADED, la nuova edizione del nostro albo dedicato al G8 di Genova del 2001: nuove storie, nuove autrici e nuovi autori, e una visione senza compromessi su ciò che è accaduto a Genova e sulle sue conseguenze nel nostro presente. Venticinque anni dopo il G8 di Genova, ciò che resta di quei giorni rimane una questione irrisolta e la prosecuzione di una deriva strutturale. La ferocia dispiegata dalle forze dell’ordine, l’assoluzione delle responsabilità istituzionali, la normalizzazione di pratiche repressive eccezionali, la derubricazione dell’omicidio di Carlo Giuliani a incidente: sono fatti che non si esauriscono nella cronaca di allora, ma che hanno a che fare con il tentativo di ridisegnare i confini del dibattito pubblico, delegittimando il conflitto sociale come elemento fisiologico di una democrazia e spezzando le reti della solidarietà collettiva. Parlare ancora di Genova non significa solo fare memoria; significa misurarsi con l’attualità di un mondo sempre più autoritario, in cui il diritto penale, le pratiche di controllo e la costruzione del “nemico” continuano a essere strumenti di repressione del dissenso. La lezione di Genova conserva intatta la propria urgenza: oggi come allora non siamo chiamati a giudicare le forme del conflitto, ma a difendere chi ne subisce la repressione. Questa nuova edizione arriva a cinque anni dall’uscita di Nessun Rimorso e a conclusione del lungo percorso giudiziario legato a Genova. Ma non chiude una storia: la rilancia nel presente. Per questo il ricavato del volume andrà a sostenere Free All Antifas, la rete che si occupa della difesa legale e del sostegno ai compagni e alle compagne coinvolte nelle vicende giudiziarie di Budapest del 2023, e che ha partecipato al volume. Una scelta di continuità politica e umana: perché la solidarietà non è un gesto simbolico, ma una pratica concreta.
Con i contributi di: Alberto Corradi, Alessio Spataro, Antonio Pronostico, Archivio di Ferro, Blu, Clarrie Pope, Claudio Calia, Cleo Bissong, Daniel Cuello, Daniele Kong, Davide Reviati, Elena Mistrello, Elio Balestrieri, Enrico Pinto, Fabiagio Salerno, Fabrizio Ferraro, Filippo Scòzzari, Franky Vartuli, Francesco Barilli, Francesco Cattani, Fulvio Risuleo, iloveyoujennifer, Juta, Lorena Canottiere, LRNZ, Lucio Villani, Maicol&Mirco, Manuel De Carli, Marco Cazzato, Marta Baroni, Martina Sarritzu, Martoz, Michele Peroncini, Nova, Paper Resistance, Pietro Scarnera, Prenzy, Ratigher, Rita Petruccioli, Roberto Grossi, Samuele Canestrari, Squaz, Toni Bruno, Vitt Moretta, Zerocalcare.
Torna il cinema all’aperto dei giardini pubblici del NEI per proporre una programmazione di cinema indipendente in lingua originale (con sottotitoli), gratuito e accessibile a tutte/i. L’autogestione consente, attraverso il cinema, di costruire un’alternativa concreta al grigio modello di aggregazione “promosso” dall’attuale giunta: una movida costantemente controllata dalle forze dell’ordine, momenti di partecipazione spontanea troncati sul nascere dalla repressione poliziesca, un generale irrigidimento delle forme di socialità giovanile. Non ci lasciano spazio? E allora ci riprendiamo le strade, i parchetti e le piazze. Il cinema all’aperto diventa un modo per generare discussioni e aggregazione in uno spazio libero e pubblico, combattendo la retorica della “sicurezza” e dell’intrattenimento regolamentato e votato esclusivamente al consumo. Al cinema si possono stringere legami, far circolare idee e pensieri, conoscere nuove persone e nuovi sguardi sul mondo, o semplicemente stare insieme in piazza davanti a uno schermo.
I film in programma a giugno e luglio: 25 giugno – NO OTHER CHOICE 9 luglio – BUGONIA 23 luglio – AGENTE SECRETO
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Venerdì 29 Maggio 2026 / h 16.00 / Via Ercolano, Monza
PRESIDIO CONTRO LA MASPEROTECH SRL – CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE
𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮
Il 29 maggio 2026 è chiamato un nuovo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra. Abbiamo deciso di declinare questa giornata a livello locale andando fuori dalle mura della Masperotech s.r.l. a Monza. La sua attuale sede , il cui nome è diventato sempre più noto, si trova nel quartiere periferico e popolare di Sant’ Albino dal 2005, nonostante l’azienda abbia compiuto più di 100 anni dalla sua nascita.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗠𝗮𝘀𝗽𝗲𝗿𝗼𝘁𝗲𝗰𝗵?
Questa ditta da 130 milioni di fatturato all’anno si occupa di forgiatura a caldo di leghe non ferrose (alluminio, rame, titanio ed altri). Questi sono materiali leggeri e molto resistenti, ideali per molteplici campi di applicazione, tra cui quello militare. Infatti come si legge nella “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, riferita all’anno 2025” presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 25 marzo, nel 2025 Masperotech ha richiesto di esportare componenti militari per un totale di più di 1 milione e mezzo di euro. Tra i paesi coinvolti Francia, Germania e ovviamente anche Israele ( 336.101 euro di valore delle transizioni dichiarate solo nel 2025).
Nonostante il CEO dell’azienda Ongis abbia recentemente dichiarato pubblicamente che “solo” lo 0,6 % del loro fatturato è legato al settore della difesa, consultando il documento si legge che tra le autorizzazioni emesse ci sono “coni in rame per munizioni da guerra”, “corpi in alluminio impiegati per armi da guerra”, ruote e componenti per carri armati ( e questi sono solo alcuni esempi).
𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮
Se a pensar male si fa peccato ma si ha ragione, non è necessario essere del mestiere per dedurre che la recente decisione di ampliare abbondantemente l’estensione della ditta (costruendo su un terreno agricolo libero di oltre 45000 mq) e i tempi di guerra nei quali siamo immersi siano due facce della stessa medaglia. Infatti come tutti i membri della NATO anche il Governo Meloni ha approvato l’impegno a destinare il 5% del PIL alla spesa bellica entro il 2035. La guerra è un gigantesco motore economico e investire sui conflitti è da sempre un buon affare che avvantaggia pochi a scapito di molti, che siano le persone lontane che si vedranno bombardate anche grazie alla Masperotech, o gli abitanti di un quartiere monzese che si vedranno sottratto uno dei pochi lembi di terreno libero rimasti in città.
Di fronte alla propaganda subdola di chi vuole far passare la corsa al riarmo come un “male inevitabile” in questi tempi di emergenza che sembra essere perenne, non possiamo che rispondere con determinazione alla proposta di sciopero generale contro la guerra: il nemico è in casa nostra.
A fianco della Palestina e di tutti i disertori. Contro la guerra e chi la produce!
Rete Lotte Sociali MB
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DISERTA SABOTA RESISTI Riflessioni a freddo sulla TAZ contro la guerra
Condividiamo alcune riflessioni sulla tre giorni DISERTA SABOTA RESISTI, sia per fare un bilancio di quanto fatto insieme, sia per porre uno sguardo sul futuro.
Preceduta da un’incisiva campagna di comunicazione sui muri della città, DISERTA SABOTA RESISTI ha portato al centro dell’attenzione pubblica l’urgenza di mobilitarsi contro la guerra globale, agendo innanzitutto nei territori in cui abitiamo.
Venerdì 24 aprile abbiamo quindi occupato l’area dell’ex MonzaCar di viale Ugo Foscolo, dismessa da molti anni e destinata a diventare “il Bosco Verticale monzese”: occupare, anche temporaneamente, un luogo simbolo della speculazione immobiliare mette a nudo alcune tra le contraddizioni più stridenti della città che abitiamo.
Oltre a questo, prendersi uno spazio nelle giornate della Liberazione, autogestendolo e aprendolo a tuttx, è stato un bel modo di declinare al presente il 25 aprile, immaginando uno sguardo utopico fatto di orizzontalità, autorganizzazione e pratiche rivoluzionarie che diventano possibili grazie alla generosità di tuttx.
Dopo l’annuncio dell’occupazione sono iniziati i lavori di messa in sicurezza degli spazi. Proprietari e digos non si sono fatti attendere: il gruppo di occupanti si è quindi chiuso all’interno dell’area, mentre all’esterno si raccoglieva un gruppo sempre crescente di solidali. Arrivano le camionette, la celere si schiera, viene chiusa la circolazione della strada: subito viene dichiarata la volontà di sgomberare.
Ma nessunx cede alle minacce: si decide di resistere, alcunx compagnx salgono sul tetto dello stabile, creando le condizioni per le quali, dopo un paio di ore, camionette, pompieri e digos si allontanano, desistendo dall’intento di sgomberare: tra cori e fumogeni, il cancello si apre e si inaugura così la tre giorni.
La giornata di sabato 25 si apre con un centinaio di partecipanti al pranzo collettivo e prosegue nel pomeriggio con una vivace passeggiata antimilitarista che attraversa il quartiere. La serata si accende a ritmo di musica, con centinaia di monzesi a riempire l’area occupata, rimarcando il fatto che in questa città manchi uno spazio sociale dove vivere ogni settimana giornate come questa.
Domenica una ricca sequenza di interventi ha approfondito le molteplici implicazioni determinate dal conflitto globale. Attraverso l’intrecciarsi di esperienze e contributi dall’Italia e dall’estero sono stati toccati molti temi: la presenza sui nostri territori di industrie che si arricchiscono con il commercio di armi e con il genocidio sionista in Palestina, la sempre più pervasiva presenza della propaganda militarista nelle scuole, la guerra come dispositivo di controllo sociale, il tema della leva che torna ad affacciarsi all’orizzonte.
Al termine del dibattito, le tante persone presenti decidono di uscire tutte insieme dall’area decretando così la conclusione della TAZ.
DISERTA, SABOTA, RESISTI ha quindi rappresentato, dalla fase preparatoria ai tre giorni di svolgimento in cui si sono miscelati linguaggi e pratiche tra loro molto diversi, un’esperienza politica inedita per la città di Monza, in cui si è registrata una significativa intraprendenza da parte di moltissimx giovani del territorio.
Teniamo quindi a ringraziare tuttx coloro che si sono spesx con generosità per la buona riuscita dell’iniziativa, ma soprattutto crediamo sia importante fin da subito dare continuità a quanto è stato fatto, immaginando come dare concretezza agli slogan che hanno animato questi tre giorni, per sabotare logistica ed economia di guerra, disertare la propaganda militarista, resistere contro il Governo Meloni e le sue politiche repressive.
Con entusiasmo e determinazione guardiamo quindi alle prossime date in cui crediamo sia importante costruire ancora una volta insieme mobilitazioni incisive sul territorio
DOMENICA 24 MAGGIO / MOBILITAZIONI DIFFUSE A MONZA CONTRO LA PARATA MILITARE DELL’ITALIAN RAID COMMANDO
VENERDI 29 MAGGIO / SCIOPERO GENERALE CONTRO LA LOGISTICA DI GUERRA
MARTEDI 2 GIUGNO / CORTEO ANTIMILITARISTA A LECCO
FOA Boccaccio 003
Link per approfondimenti
Pieghevole distribuito durante la TAZ a cura della FOA Boccaccio