Into the Week

ALCÀN x FOA BOCCACCIO presentano:

INTO THE WEEK
giovedì 04 giugno 2026
Circolino Libertà
ore 21.00:

MY NOISY NEIGHBOURS – Industrial/Digital Hardcore

  • https://yournoisyneighbors.bandcamp.com

DFDUVA – Tekno Punx

  • https://ildiscretofascinodiunavenaaperta.bandcamp.com/

Viale Libertà 33, Monza

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PRESIDIO CONTRO LA MASPEROTECH SRL – CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE

Venerdì 29 Maggio 2026 / h 16.00 / Via Ercolano, Monza

PRESIDIO CONTRO LA MASPEROTECH SRL – CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE

𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮

Il 29 maggio 2026 è chiamato un nuovo sciopero generale per la Palestina e contro la guerra. Abbiamo deciso di declinare questa giornata a livello locale andando fuori dalle mura della Masperotech s.r.l. a Monza. La sua attuale sede , il cui nome è diventato sempre più noto, si trova nel quartiere periferico e popolare di Sant’ Albino dal 2005, nonostante l’azienda abbia compiuto più di 100 anni dalla sua nascita. 

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗠𝗮𝘀𝗽𝗲𝗿𝗼𝘁𝗲𝗰𝗵?

Questa ditta da 130 milioni di fatturato all’anno si occupa di forgiatura a caldo di leghe non ferrose (alluminio, rame, titanio ed altri). Questi sono materiali leggeri e molto resistenti, ideali per molteplici campi di applicazione, tra cui quello militare. Infatti come si legge nella “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, riferita all’anno 2025”  presentata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 25 marzo, nel 2025 Masperotech ha richiesto di esportare componenti militari per un totale di più di 1 milione e mezzo di euro. Tra i paesi coinvolti Francia, Germania e ovviamente anche Israele ( 336.101 euro di valore delle transizioni dichiarate solo nel 2025).

Nonostante il CEO dell’azienda Ongis abbia recentemente dichiarato pubblicamente che “solo” lo 0,6 % del loro fatturato è legato al settore della difesa, consultando il documento si legge che tra le autorizzazioni emesse ci sono “coni in rame per munizioni da guerra”, “corpi in alluminio impiegati per armi da guerra”, ruote e componenti per carri armati ( e questi sono solo alcuni esempi).

𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮

Se a pensar male si fa peccato ma si ha ragione, non è necessario essere del mestiere  per dedurre che la recente decisione di  ampliare abbondantemente l’estensione della ditta (costruendo su un terreno agricolo libero di oltre 45000 mq) e i tempi di guerra nei quali siamo immersi siano due facce della stessa medaglia. Infatti come tutti i membri della NATO anche il Governo Meloni ha approvato l’impegno a destinare il 5% del PIL alla spesa bellica entro il 2035.  La guerra è un gigantesco motore economico e investire sui conflitti è da sempre un buon affare che avvantaggia pochi a scapito di molti, che siano le persone lontane che si vedranno bombardate anche grazie alla Masperotech, o gli abitanti di un quartiere monzese  che si vedranno sottratto uno dei pochi lembi  di terreno libero rimasti in città.

Di fronte alla propaganda subdola di chi vuole far passare la corsa al riarmo come un “male inevitabile” in questi tempi di emergenza che sembra essere perenne, non possiamo che rispondere con determinazione alla proposta di sciopero generale contro la guerra: il nemico è in casa nostra.

A fianco della Palestina e di tutti i disertori. Contro la guerra e chi la produce!

Rete Lotte Sociali MB

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Dax Resiste nei nostri quartieri

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Monza Rising

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Riflessioni a freddo sulla TAZ contro la guerra

DISERTA SABOTA RESISTI
Riflessioni a freddo sulla TAZ contro la guerra

Condividiamo alcune riflessioni sulla tre giorni DISERTA SABOTA RESISTI, sia per fare un bilancio di quanto fatto insieme, sia per porre uno sguardo sul futuro.

Preceduta da un’incisiva campagna di comunicazione sui muri della città, DISERTA SABOTA RESISTI ha portato al centro dell’attenzione pubblica l’urgenza di mobilitarsi contro la guerra globale, agendo innanzitutto nei territori in cui abitiamo. 

Venerdì 24 aprile abbiamo quindi occupato l’area dell’ex MonzaCar di viale Ugo Foscolo, dismessa da molti anni e destinata a diventare “il Bosco Verticale monzese”: occupare, anche temporaneamente, un luogo simbolo della speculazione immobiliare mette a nudo alcune tra le contraddizioni più stridenti della città che abitiamo.
 
Oltre a questo, prendersi uno spazio nelle giornate della Liberazione, autogestendolo e aprendolo a tuttx, è stato un bel modo di declinare al presente il 25 aprile, immaginando uno sguardo utopico fatto di orizzontalità, autorganizzazione e pratiche rivoluzionarie che diventano possibili grazie alla generosità di tuttx.

Dopo l’annuncio dell’occupazione sono iniziati i lavori di messa in sicurezza degli spazi. Proprietari e digos non si sono fatti attendere: il gruppo di occupanti si è quindi chiuso all’interno dell’area, mentre all’esterno si raccoglieva un gruppo sempre crescente di solidali. Arrivano le camionette, la celere si schiera, viene chiusa la circolazione della strada: subito viene dichiarata la volontà di sgomberare. 

Ma nessunx cede alle minacce: si decide di resistere, alcunx compagnx salgono sul tetto dello stabile, creando le condizioni per le quali, dopo un paio di ore, camionette, pompieri e digos si allontanano, desistendo dall’intento di sgomberare: tra cori e fumogeni, il cancello si apre e si inaugura così la tre giorni.


La giornata di sabato 25 si apre con un centinaio di partecipanti al pranzo collettivo e prosegue nel pomeriggio con una vivace passeggiata antimilitarista che attraversa il quartiere. La serata si accende a ritmo di musica, con centinaia di monzesi a riempire l’area occupata, rimarcando il fatto che in questa città manchi uno spazio sociale dove vivere ogni settimana giornate come questa.


Domenica una ricca sequenza di interventi ha approfondito le molteplici implicazioni determinate dal conflitto globale. Attraverso l’intrecciarsi di esperienze e contributi dall’Italia e dall’estero sono stati toccati molti temi: la presenza sui nostri territori di industrie che si arricchiscono con il commercio di armi e con il genocidio sionista in Palestina, la sempre più pervasiva presenza della propaganda militarista nelle scuole, la guerra come dispositivo di controllo sociale, il tema della leva che torna ad affacciarsi all’orizzonte. 

Al termine del dibattito, le tante persone presenti decidono di uscire tutte insieme dall’area decretando così la conclusione della TAZ. 

DISERTA, SABOTA, RESISTI ha quindi rappresentato, dalla fase preparatoria ai tre giorni di svolgimento in cui si sono miscelati linguaggi e pratiche tra loro molto diversi, un’esperienza politica inedita per la città di Monza, in cui si è registrata una significativa intraprendenza da parte di moltissimx giovani del territorio.

Teniamo quindi a ringraziare tuttx coloro che si sono spesx con generosità per la buona riuscita dell’iniziativa, ma soprattutto crediamo sia importante fin da subito dare continuità a quanto è stato fatto, immaginando come dare concretezza agli slogan che hanno animato questi tre giorni, per sabotare logistica ed economia di guerra, disertare la propaganda militarista, resistere contro il Governo Meloni e le sue politiche repressive.

Con entusiasmo e determinazione guardiamo quindi alle prossime date in cui crediamo sia importante costruire ancora una volta insieme mobilitazioni incisive sul territorio


DOMENICA 24 MAGGIO / MOBILITAZIONI DIFFUSE A MONZA CONTRO LA PARATA MILITARE DELL’ITALIAN RAID COMMANDO  

VENERDI 29 MAGGIO / SCIOPERO GENERALE CONTRO LA LOGISTICA DI GUERRA

MARTEDI 2 GIUGNO / CORTEO ANTIMILITARISTA A LECCO



FOA Boccaccio 003



Link per approfondimenti
   
Pieghevole distribuito durante la TAZ a cura della FOA Boccaccio

Dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio” realizzato da Giovani Palestinesi d’Italia e altri

Assemblea contro le guerre (Lecco)


Gruppi internazionali intervenuti

Mala IDF (Paris)

Studenti conto la Leva (Pinneberg-Hamburg)


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Pieghevole SABOTA DISERTA RESISTI

Pubblichiamo il pieghevole distribuito durante la TAZ del 24-26 aprile a Monza

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OltreConfine NeoFolk Mini-Fest

OltreConfine @ F.O.A. Boccaccio
presentano

NeoFolk Mini-Fest

16 Maggio 2026

@ Circolo Cooperativo Libertà • Monza
dalle 21.00

•BloccoNero
•Bengala
•Danae
•Nrthgte

Ingresso con sottoscrizione 5 euro

****

Oltre il confine del comfort in una serata di suoni oscuri nelle loro diverse accezioni: dalle leggende di eroi maledetti locali cantate da Bengala, alla furia antiumana di un pezzo di storia del dark goth Italiano con NrthGte, passando per il neofolk antifascista di BloccoNero e le peregrinazioni dell’elettronica oscura di Danae.

BloccoNero
Band che mischia anarchismo e rivolta al neofolk più o meno classico. Il loro ultimo album Cronache ha ricevuto recensioni lusinghiere dai siti di settore. In uscita il loro nuovo singolo “13 luglio”

Bengala
Le leggende della Brianza riscritte in chiave dark folk. Una presenza scenica e dei live che colpiscono per emozioni e intensità. Appena uscito il singolo “Falene” dal suo nuovo album “Il calice la lama e l’inferno”

Danae
Esplorazione elettro-acustica sperimentale e oscura. La maestria del suono sintetico che si fonde con ritmiche acustiche in un’amalgama che ti guiderà in un liberatorio rito catartico del lato più nascosto di ognuno di noi.

NrthGte
Nato come Northgate all’inizio degli anni ’90, il progetto si occupa principalmente di rumore industriale e ambient oscuro con ritmiche doom. Dopo alcuni anni muta in NG con sonorità più elettroniche e facili ma da 6 anni a questa parte tutto torna alle origini con gli album “Hate All Folks” e “Blacktaiga”. Presenterà dal vivo quest’ultimo lavoro che contiene rivisitazioni dei pezzi composti nel periodo 1994/1995.

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The Art of Disobedience

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Malesangue

Rete Lotte Sociali Monza e Brianza presenta

Giovedì 14 maggio 2026, ore 20.45

Circolo viale Libertà 33, Monza

MALESANGUE. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto

(Alegre Edizioni, 2025)

Presentazione e incontro con l’autore Raffaele Cataldi

Ingresso libero

*************

Raffaele gioca a calcio, fa il portiere, ed è un tifoso accanito del Taranto, luogo in cui è nato. Crescendo diventa l’allenatore dei portieri della prima squadra della sua città nel campionato nazionale dilettanti, ma soprattutto diventa un operaio dell’Ilva.
L’ingresso nella più grande e inquinante acciaieria d’Europa gli fa vivere eventi traumatici legati al lavoro operaio, tra sfruttamento, mancanza di sicurezza e gravi effetti sulla salute. Nel 2012 i magistrati certificano che quella fabbrica è nociva per ambiente, operai e cittadini ma la produzione va avanti a colpi di decreti di diversi governi. Con i lavoratori divisi dal ricatto tra occupazione e ambiente, tra salario e salute.
Quando irrompe la lotta, di fronte alle contraddizioni del suo stesso sindacato, Raffaele, insieme a un pugno di operai, fonda il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che propone una forma di ambientalismo working class e costruisce un nuovo senso di comunità e solidarietà. Dando vita, tra l’altro, all’Uno Maggio tarantino, evento di musica e lotta cresciuto sempre di più negli anni.
Una storia di rabbia e sangue amaro, in cui c’è chi si è ammalato, chi si è licenziato, chi ha avuto crisi familiari irreversibili e chi ha perso la vita. Una storia di amore e amicizia, di passione politica e calcistica, di speranze e delusioni, e di solitudine: quella non soltanto di un uomo, ma di un’intera classe operaia lasciata da sola ad affrontare enormi ingiustizie e a immaginare un futuro diverso.

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Solidarietà ai lavoratori licenziati della Sangalli

ALLA VIGILIA DEL PRIMO MAGGIO,
DUE GRAVISSIMI LICENZIAMENTI ALLA
SANGALLI DI MONZA!!


Nei cantieri di Monza e Sesto San Giovanni la Sangalli, che si occupa
dei servizi di igiene ambientale e spazzamento, ha licenziato i delegati più attivi,
facendoli pedinare per oltre un mese da una società di investigazione
privata nelle attività che i lavoratori svolgevano nell’arco della giornata.
Ricordiamo che La condotta della Sangalli è contraria alle normative
previste in merito al controllo a distanza e la legge sulla privacy.
Entrambi i delegati sono attivi nel far rispettare le norme sulla
sicurezza e implementare i diritti dei lavoratori, la direzione anziché rispondere alle
sollecitazioni dei delegati ha preferito licenziare i delegati Flaica-CUB (uno dei quali
è rappresentante alla sicurezza).
Consideriamo questo un ulteriore e grave attacco alla CUB che si iscrive
in un attacco frontale ormai palese e diffuso anche ad altre sigle, delegati e
lavoratori in altri luoghi di lavoro da parte del padronato. Un’azione fatta alla vigilia
del 1 Maggio e in un contesto di economia e disciplinamento di guerra che si
traduce in un attacco all’agibilità di azione sindacale e in maniera più allargata al
diritto di sciopero con l’istituzione dei recenti decreti sicurezza del governo che
fanno da cornice repressiva sempre più tangibile.


La CUB, il S.I Cobas, la Rete lotte sociali Monza e Brianza, USB e
RSU CUB PI Comune di Mezzago insieme ai lavoratori e alla lavoratrici non si
fanno intimorire.
Cub implementerà l’azione sindacale ed il miglioramento delle condizioni
sul lavoro a partire dalla sicurezza e la riduzione degli infortuni.


Intanto invitiamo tutti e tutte a partecipare:

Giovedì 23 aprile 2026 al presidio di solidarietà presso
l’ingresso della società Sangalli in via Carrà a Monza
dalle ore 10.00 alle 13.00

Come CUB, Contestualmente apriremo la procedura prevista per dichiarare
sciopero alla prima data utile.
Ai dipendenti della Sangalli chiediamo di non lasciare soli i delegati e
di rafforzare l’organizzazione iscrivendosi al sindacato con un’azione
esplicita al sostegno del Flaica- Cub.


Cub Monza e Brianza – S.I Cobas – Rete lotte Sociali Monza e Brianza – USB
Monza Brianza – RSU CUB PI Comune di Mezzag

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