Blocchi stradali e silenzi imbarazzanti

Poteva essere la giornata della svolta e si è tramutata in un venerdì di passione: nessuna novità significativa in relazione alle trattative per salvare la INNSE. I volti al presidio di via Rubattino sono sempre più tesi di fronte all’ennesima dimostrazione da parte della politica di una totale incapacità di gestire questa situazione in maniera costruttiva. La sensazione è che oltre all’ignoranza e agli sporchi interessi del sig. Genta, in questa situazione di stallo stiano entrando in gioco una serie di contraddizioni interne al PDL, tra chi sostiene la causa della speculazione e chi invece non esclude che si possa aprire una trattativa. Insomma si gioca ancora una volta sulla pelle degli operai: il Prefetto per tutta la giornata di ieri si è negato al confronto con gli operai, che pure si sono mossi per andare ad incontrarlo in Corso Monforte. Da lì, dopo ore in attesa di un incontro che non arriva, decine di operai, insieme ad un nutrito gruppo di militanti solidali si è spostato spontaneamente per le strade della città, gridando la propria rabbia per l’assurdità della situazione. Blocchi stradali e cortei spontanei sono soltanto alcuni esempi di come si può continuare a tenere alto il livello di conflitto di fronte alla inadempienza delle istituzioni. I compratori ci sono, AEDES vuole un tavolo di trattative, eppure la politica si nasconde, si nega. A nessuno sembra importare seriamente il destino delle 49 famiglie degli operai, a nessuno tranne ai sempre più numerosi partecipanti al presidio. La solidarietà è l’unica arma veramente efficace in questo momento ed è opportuno usarla in tutti modi per esercitare pressione nella direzione giusta. In primo luogo testimoniando il massimo del sostegno ai cinque "gruisti", che da giorni vivono in condizioni estreme a più di dieci metri d’altezza: sono diventati il simbolo di questa battaglia ed è indispensabile che si sentano sostenuti dall’esterno, far capire loro che fuori dai cancelli della INNSE la protesta cresce e che c’è la possibilità di aprire un varco nella stasi di ieri. E’ compito nostro, di tutti quelli che possono dare il proprio piccolo contributo, seguire le decisioni degli operai rimasti al presidio. Anche durante questo week end, che si prospetta come un momento particolrmente delicato (trattative ferme probabilmente), è necessario mantenre alto il numero di presenze al presidio, anche al fine di non far ridurre la visibilità mediatica che la battaglia sta avendo sui media nazionali e locali.  

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