STREET BOOKS

STREET BOOKS 

Libri e autori itineranti nella città di Monza.

Il concetto di “strada” ricorre spesso nel linguaggio e nelle abitudini quotidiane contemporanee: street food, social street, street wear. Tutto appare però riconducibile a una moda superficiale ed artefatta, l’ennesimo tranello finalizzato esclusivamente al profitto che nasconde una realtà ben diversa. Strade e quartieri, intesi come luoghi di aggregazione e socialità, si stanno svuotando di senso e vengono normalizzati, mercificati, gentrificati o desertificati in nome di logiche di profitto o strategie di controllo sociale derivanti dall’ossessione paranoica per la sicurezza e il decoro.

Street Books è un’occasione per scardinare questa triste routine, riappropriarsi di spazi e tempi comuni, fare e pensare cose insieme, vivere la città e le sue strade in maniera orizzontale, libera, gratuita e autentica, discutere di temi attuali, proporre punti di vista che mettano in discussione il pensiero dominante.

Ricordando che è nella costruzione delle relazioni dal basso che si fonda una società solidale e immune dal germe della paura per il diverso e ribadendo che è nella costruzione delle relazioni dal vivo che si fonda una comunità autentica e immune al tranello dei social, una comunità fatta di persone che “condividono” e a cui “piacciono” cose reali, come questi libri e le storie di cui parlano.

FOA Boccaccio 003 & Tarantula

boccaccio.noblogs.org

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Giovedì 12 aprile 2018, giardini pubblici di via Azzone Visconti ang. via Durini, h 21.30, presentazione e incontro con l’autore de

LA BATTAGLIA DI CABLE STREET (RedStarPress, 2017) di Silvio Antonini

A causa del maltempo l’iniziativa è spostata presso la FOA Boccaccio 003 di via Rosmini 11 a Monza.

La disfatta delle camicie nere inglesi e la nascita dell’antifascismo militante europeo

«Non potrò mai dimenticare, per il resto della mia vita, come il gruppo degli appartenenti alla classe dei lavoratori si oppose alla malvagità dei razzisti» – William J. Fishman, testimone oculare dei fatti di Cable Street.

Subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, insieme alla pacificazione imposta dall’ordine capitalista e alle mancate epurazioni di fascisti e nazisti dai ruoli-chiave che occupavano prima della guerra (e che continuarono a occupare dopo), iniziò a farsi strada una comoda interpretazione revisionista della storia contemporanea. Secondo questa vulgata l’età dei fascismi poteva essere archiviata come se si stesse parlando di una malattia, un virus che, per ragioni oscure, aveva colpito nazioni come l’Italia e la Germania, a causa di una presunta assenza di anticorpi democratici in simili paesi. Le cose, in realtà, andarono in maniera diversa. E che il fascismo non fu – e non è – altro che una risposta con la quale il capitalismo affronta le ristrutturazioni imposte dalle crisi a cui è periodicamente soggetto, è dimostrato da un contesto come quello britannico e dalla spettacolare
affermazione che, anche in terra d’Albione, ebbe una formazione come la British Union of Fascists di sir Oswald Mosley, seriamente intenzionata a imporre a Londra lo stesso regime razzista, totalitario e corporativo già in vigore a Roma e a Berlino. Sostenute da importanti organi di informazione, coperte dall’ambiente conservatore e finanziate da ricchi industriali oltre che dallo stesso partito di Mussolini, le camice nere di Mosley imperversarono nell’Inghilterra degli anni Trenta senza trovare in alcun ambito istituzionale o legale un vero argine contro le loro azioni. La sorte dei fascisti britannici, al contrario, venne sconvolta dal basso e, in modo particolare, grazie a una decisiva azione di piazza. Correva il 4 ottobre del 1936, infatti, quando una corale azione di popolo attaccò le camice nere di Mosley nel corso di una manifestazione organizzata a Cable Street, sbaragliando i fascisti insieme alle forze dell’ordine accorse in loro difesa. Quella giornata, le cui vicende sono ricostruite per la prima volta in italiano da Silvio Antonini in questo libro, fu determinante perché, dimostrando come soltanto fuori dalle istituzioni è possibile combattere e vincere i movimenti di estrema destra, segna idealmente la nascita dell’antifascismo militante europeo.

SILVIO ANTONINI – Nato a Viterbo nel 1977, è laureato in Archivistica e ha curato la consulenza storica per numerosi documentari, mostre, pubblicazioni e spettacoli teatrali dedicati all’antifascismo e alla Resistenza. Tra le sue pubblicazioni, il libro “Faremo a fassela. Gli Arditi del Popolo e l’avvento del fascismo a Viterbo e nell’Alto Lazio” (2010).

A breve tutti i dettagli sulle altre presentazioni in programma da aprile fino a luglio!

 

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