Sciopero?Sciopero! 0.2

Nella seconda puntata di un viaggio che si preannuncia molto lungo, presentiamo immagini e voci raccolte a Vimercate (MB), nel corso di una serata passata presso l’ARCI Acropolis. Un videobox per costruire relazioni, identificare e demolire luoghi comuni, superando gli schemi del “sentito dire”. Continua a leggere

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I NEONAZISTI DI LEALTA’ E AZIONE APRONO SEDE A MONZA

L’apertura della sede monzese di Lealtà e Azione (preannunciato da un improbabile video di lancio http://www.youtube.com/watch?v=xfliVqfRAAA&feature=player_embedded) rende indispensabile fare un po’ di chiarezza su chi si nasconda dietro a questa fantomatica associazione,
il cui nome suona enigmatico e la cui storia necessita di essere conosciuta a fondo, meritando i cinque minuti necessari alla lettura di questo testo.

 

Sul loro sito si presentano come una libera associazione di promozione
culturale e sociale
che vuole costituire una comunità etica,
al tempo stesso politica, spirituale ed intellettuale, unendo uomini e donne in
una comunione di intenti, d’ideali e d’azione, che agiscono volontariamente
nella società con spirito Militante, ovvero con fede, senso del sacrificio,
disciplina e senza ricercare utili materiali o profitti personali, perché
animati da una concezione etica della vita che si riassume nel rispetto dei
Valori tradizionali, nel senso dell’onore e nel rifiuto del compromesso
sistematico. Continua a leggere

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25-10-2011 >>> Costituente Sciopero Precario a Bologna

Siamo i precari e le precarie che si ritrovano da mesi negli Stati generali
della precarietà, e che da gennaio stanno preparando uno sciopero precario, uno
sciopero dentro e contro la precarietà che dimostri che se ci fermiamo noi si
blocca il paese. Abbiamo intrapreso questo cammino con le mobilitazioni per il
diritto all’insolvenza, la partecipazione allo sciopero dei migranti e alle
battaglie contro il razzismo istituzionale, la Mayday di Milano, l’agitazione
dei precari dell’editoria al Salone del libro di Torino, l’attività dei Punti
San Precario, le giornate di piazza contro Brunetta, l’occupazione del teatro
Valle a Roma, le mobilitazioni in Val di Susa e quelle studentesche dello
scorso autunno, l’assemblea del 10 ottobre a Roma in difesa dei beni comuni. Il
23 luglio, a Genova, ci siamo incontrati per rilanciare questo percorso e per
affermare, verso lo sciopero, il punto di vista precario. Continua a leggere

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Sciopero? Sciopero!

Nella prima puntata di un viaggio che si preannuncia molto lungo, presentiamo immagini e voci raccolte a Monza, durante lo sciopero generale del 6 settembre 2011.
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Di carcere si muore

Lo scorso 16 luglio Redouane Messaoudi è morto nel carcere di Monza. E’  già il
secondo detenuto che muore quest’anno nel carcere della nostra città in
condizioni da accertare, ma nessuno – né mezzi di comunicazione, né opinione
pubblica locali – ne parla. Messaoudi era in carcere in attesa del processo. Lo Stato non sapeva ancora se era colpevole o innocente ma aveva deciso di rinchiuderlo lo stesso, preventivamente. Continua a leggere

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Va a laura’ padrun!

La F.O.A. Boccaccio collabora all’organizzazione di una giornata di confronto sullo stato delle lotte dei lavoratori, nell’ambito della festa delle ARCI autogestite di Monza e Brianza.
Vi invitiamo quindi

SABATO 10 SETTEMBRE 2011

presso Circolo ARCI Acropolis di Vimercate (http://www.arciacropolis.it/), via degli atleti

ore 17

TAVOLA ROTONDA “VA A LAURA’ PADRUN”

Incontro con Intelligence Precaria e le RSU di INNSE (Lambrate), Fomal (Osnago), Yamaha (Lesmo) per discutere dell’esito dello sciopero del 6 settembre e sulle altre forme di lotta possibili per tutelare i diritti dei lavoratori, attraverso il confronto diretto con chi ha condotto o sta conducendo battaglie concrete sul proprio posto di lavoro.

dalle ore 21

CONCERTO con CODEINA, JERRINEZ, STUNTBOX e LA SINDROME DELLA MORTE IMPROVVISA

con a lato videobox e questionari su precarietà e sciopero precario.

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LA VAL SUSA PAURA NON NE HA

Percorriamo in macchina la strada buia di
montagna che porta verso Chiomonte e il campeggio che presidia la valle da
decine di giorni. La manifestazione del 3 luglio servì proprio a fermare il
cantiere della TAV e a conquistare lo spazio per poter piantare le tende e
rendere permanente la lotta. Parcheggiamo a bordo strada e capiamo subito che
c’è movimento. Ascoltiamo: la battitura per tenere all’erta le forze del
disordine è già attiva da ore, tutti battono ritmicamente con bastoni i
guardrail, e la risposta dall’altra parte arriva con gettate di idranti
orticanti e lacrimogeni. Questi contengono gas CS, vietato nei conflitti
internazionali e lanciati qui in Val di Susa, contro dei civili che difendono
la propria terra dalla devastazione ambientale ed economica che provocherà la
TAV. Altro che black block, fatidico corpo paramilitare di rango internazionale
che si materializzerebbe magicamente in tutte le situazioni un po’ scottanti
per impedire la globalizzazione! Ci siamo noi sotto i fumogeni nocivi: ragazze
e ragazzi che si armano di limoni e trattengono il respiro per arrivare al
campeggio per non restare intossicati, valligiani non più giovani che prestano
cure a chi viene colpito da fumogeni sparati ad altezza uomo, donne che di
giorno e di sera cucinano per le centinaia di persone che presidiano la zona
nel campeggio NoTav. Continua a leggere

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31-7 –> concerto animalista a Monza

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Da Genova verso lo sciopero precario

Siamo i precari e le precarie che hanno dato vita agli Stati generali della precarietà e da gennaio stanno lavorando alla preparazione di uno sciopero precario, uno sciopero dentro e contro la precarietà che dimostri che se ci fermiamo noi si blocca il paese. Ci siamo riuniti a Genova per discutere dei mesi passati e per decidere insieme il cammino da percorrere d aqui in avanti. Provenivamo da tutta Italia e da Barcellona, dove Democracia Real Ya sta da mesi animando le lotte delle acampadas nelle piazze della città. La precarietà è sempre al centro della scena politica. Ma non i precari, che sono spesso chiamati a mobilitarsi per le cause più giuste, come giustizia, democrazia, diritti del lavoro garantito, beni comuni, ma mai per agire in prima persona e collettivamente per migliorare le proprie condizioni. Noi vogliamo diventare finalmente protagonisti. Continua a leggere

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CHI NELLE STRADE, CHI NEI PALAZZI

Stamattina, martedì 26 luglio 2011 abbiamo lasciato l’ex cinema Apollo, occupato lo scorso 16 luglio. Lo stabile è stato riconsegnato
all’attuale proprietà, con cui ci incontreremo per valutare se esistono le
condizioni per riaprire lo stabile a partire da settembre con iniziative
culturali aperte alla cittadinanza.

Crediamo sia fondamentale valorizzare le risorse strutturali inutilizzate presenti in città: in particolare i cinema, come più volte da noi sottolineato, costituiscono una tipologia di immobili che riteniamo assurdo vedere chiusi e sottratti al pubblico utilizzo, soprattutto in una città come Monza, dove il problema della mancanza di spazi per iniziative culturali è
cronico e l’Amministrazione ha dimostrato di non volerlo mai risolvere.
Speriamo che da questa seconda occupazione dell’Apollo possa nascere un
percorso costruttivo di dialogo con la proprietà. Questa trattativa non si sostituisce in alcun modo alla ricerca di uno spazio sociale fisso in grado di ospitare i tanti progetti della F.O.A. Boccaccio 003: si tratta di un percorso supplementare e diverso rispetto alla creazione di un centro sociale a Monza, che resta il nostro obiettivo
principale, come più volte sottolineato nel corso della street parade di
giovedì 21 luglio.
Per le strade del centro di Monza, quel giorno, hanno sfilato centinaia di persone. 400, 500, 600…difficile contarsi quando i numeri sono così importanti, nonostante il periodo estivo fosse penalizzante. Un’ennesima
dimostrazione del consenso crescente che le pratiche e i contenuti proposti
dalla F.O.A. Boccaccio stanno riscontrando in città. Una risposta concreta a
chi cerca di criminalizzare il nostro operato con ritornelli securitari a cui
ormai non crede proprio più nessuno. Il corteo, comunicativo e prorompente, ha
interrotto la routine dello shopping serale, l’inerzia e l’apatia delle tante
compagnie di ragazzi che si ritrovano nelle piazze del centro, catalizzando
l’attenzione di tantissimi cittadini. E’ vero, abbiamo occupato le strade e bloccato il traffico fino a tarda notte, ma essendo così in tanti non avremmo potuto fare altrimenti. E’ stata l’ennesima circostanza di confronto diretto con la popolazione della città, avvenuta in strada, ultima tappa di un’intensissima attività di relazione
sviluppatasi nel corso degli ultimi quattro mesi.

Da aprile ad oggi le iniziative sono state innumerevoli e hanno dimostrato la definitiva maturazione del collettivo della F.O.A. che, dopo lo sgombero violento
dell’Apollo (luglio 2009), ha lavorato per più di un anno in maniera sommersa
per preparare il rilancio del proprio percorso, oggi più che mai da
considerarsi irreversibile. Quattro mesi di presidi, occupazioni, volantinaggi,
azioni, presenze in consiglio comunale, manifestazioni, concerti, eventi
culturali, cineforum, progetti: che piaccia o no, in città nessuno ha richiamato più di noi l’attenzione della cittadinanza e dei media. Il Boccaccio è una delle componenti più vive e propositive a Monza.

Si è trattato solo di un antipasto. A partire da settembre, con l’appoggio di tutte le componenti che fino ad ora si sono spese insieme a noi sul territorio e rifuggendo come sempre qualsiasi rischio di autoreferenzialità, questo percorso (nato ormai nove anni fa) ripartirà con ancor più forza, attraversando criticamente i mesi che ci separano dalla scadenza elettorale, mesi in cui il teatrino della politica istituzionale, dopo 4 anni di politica di palazzo spesi a
tutelare i propri interessi privati, cercherà di fingersi portatrice delle
istanze dei cittadini, con l’obiettivo di arrabattare voti da una parte e
dall’altra. Ci sarà chi farà campagna elettorale contro di noi, certamente. Con
questi ultimi saremmo felici di scornarci nei contenuti, ma temiamo che come
sempre il demagogo leghista preferirà sottrarsi al confronto, preferendo
abbaiare sulla legalità senza affrontare mai la sostanza delle questioni.

“Occupiamo quando vogliamo” recitava lo striscione di apertura della street parade: con i numeri e la determinazione dimostrati fino ad oggi la veridicità dello slogan è evidente a tutti. L’autunno monzese sarà il contesto ideale per rilanciare il percorso per uno spazio sociale autogestito a Monza, nonché di tutte le altre lotte e di tutti gli altri
progetti ad esso connessi. Nel frattempo proseguono le iniziative itineranti… seguiteci sul nostro sito boccaccio.noblog.org

F.O.A. BOCCACCIO 003

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