Assemblea pubblica verso il 12 dicembre

Rete Lotte Sociali Monza e Brianza & Collettivi Studenteschi di Monza vi invitano giovedì 4 dicembre 2025 a un nuovo appuntamento di confronto pubblico verso lo sciopero generale del 12 dicembre. Portiamo le nostre riflessioni sulla mobilitazione permanente in atto contro l’economia di guerra e costruiamo insieme le prossime mobilitazioni!

Giovedì 3 dicembre 2025 @ Circolo viale Libertà 33, ore 18.30

ASSEMBLEA PUBBLICA verso lo sciopero generale del 12 dicembre

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DISEGNARE NEL CAOS

FOA Boccaccio 003 & Campagna Free All Antifas presentano

Venerdì 19 dicembre 2025

Circolino di Viale Libertà 33, Monza

Ore 20.30, ingresso libero

DISEGNARE NEL CAOS

Tra angurie, vampiri e serpenti: fumetti, realtà e conflitti sociali

Incontro con

ELENA MISTRELLO autrice di “Tracciato Palestina” (FOA Boccaccio 003, 2023)

HURRICANE autore di “Milano Horror Stories” (AFA, 2025)

ZEROCALCARE autore di “Nel nido dei serpenti” (BAO Publishing – Momo Edizioni, 2025)

Modera Maya Quaianni (ricercatrice e operatrice culturale sul fumetto)

A seguire dj set

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Elena Mistrello 

Collabora con diverse riviste e case editrici. Nel 2022 con Tiziana Vaccaro pubblica “Sindrome Italia”, vincitore al TCBF come “Miglior sceneggiatura” ed a Napoli Comicon come “Miglior opera prima” (2022). Da tempo si occupa di autoproduzioni e nel 2023 pubblica “Tracciato Palestina”, vincitore della prima edizione di BICA premio dedicato all’autoproduzione del Belgioso Comics and Games nella sezione “miglior opera unica”.

Hurricane (Ivan Mannuppelli)

Ha fondato le riviste “Puck!” e “Čapek” e disegnato per Mad, Frigidaire, linus, Il Male di Vauro e Vincino, Splatter,la Revue e il manifesto. È autore delle serie “I Sopravissuti” e “Milano Horror Stories”.

Zerocalcare (Michele Rech)
Dagli anni 2010 realizza fumetti autobiografici poi raccolti nel celebre
“La Profezia dell’Armadillo” in cui le sue storie di vita ambientate nel
quartiere Rebibbia si intrecciano con la Storia legata ai movimenti
anticapitalisti e internazionalisti. Da sempre offre uno sguardo solidale, mai retorico, su molteplici tematiche, dal G8 di Genova fino al progetto federalista del popolo curdo
in Rojava. A dicembre è in uscita il suo ultimo lavoro “Nel Nido dei Serpenti” in
cui ripercorre la storia del “processo di Budapest” e dell’antifascismo
in Europa.

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Mi proteggono le mie amiche, non la polizia!

Martedi 25 novembre 2025 / Via Arosio (Stazione Fs lato Binario 1), Monza / h 18

CORTEO – MI PROTEGGONO LE MIE AMICHE NON LA POLIZIA

Scendiamo in strada insieme rompendo la narrazione dominante che circonda la violenza di genere, dalla più piccola e invisibile alla più eclatante. Lo faremo partendo da Via Arosio, dalla stazione di Monza, luogo centro del paranoico dibattito pubblico sulla sicurezza; una narrazione che ingigantisce drammaticamente i micro-reati, marginalizza gli indesiderati e contribuisce a normalizzare sempre di più la presenza di polizia e militari nelle strade, preparandoci a tempi di guerra permanente. In questo meccanismo la paura percepita dal genere femminile diventa, nella nostra città come dovunque, esclusivamente un motore di richiesta di più sicurezza e presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine. Ma attraversando di giorno e di notte le strade di questa città, ognuna di noi lo sa: mi proteggono le mie amiche, non la polizia. Cosi ci proteggiamo, fianco a fianco, dopo aver lavorato 8 ore sfruttate e precarie, dopo aver pagato bollette sempre più salate per colpa del carovita e medicinali che costano un occhio della testa, dopo che la polizia ci chiede i documenti perché la nostra pelle non è bianca, dopo aver fatto la spesa e pensato al cibo preferito de3 nostr3 car3, dopo esserci preoccupate che tutti i nostri affetti stiano bene, dopo aver preso almeno due mezzi di trasporto in cui minimo cinque sconosciuti avranno invaso la nostra sfera visiva, fisica ed emotiva. Questa è la nostra giornata tipo e non è extra-ordinaria, ma la realtà quotidiana che emerge dai racconti di tutte.
Nelle giornate come il 25 novembre lo Stato e le istituzioni ci concedono solo di piangere le vittime, sfilare con le fiaccole, inaugurare la panchina rossa cittadina e assistere all’abolizione dell’educazione sessuoaffettiva nelle scuole; scuole che vedono i militari e le forze dell’ordine portare la guerra e la propaganda bellica in spazi che dovrebbero essere luoghi di educazione e formazione intima e collettiva. Le risposte che arrivano dall’alto prevedono tagli sempre più ingenti a centri antiviolenza e a consultori, dispiegamento di forza di polizia e inasprimento delle pene carcerarie per poter conservare il sistema attuale in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. È chiaro: valiamo solo da mort3.
Ma la rabbia (fatta anche di frustrazione, stanchezza, vulnerabilità) che sentiamo va ben oltre le false mura che ci costruiscono, oltre la sicurezza di cui tanto ci parlano. La rabbia stessa diventa tessuto relazionale e materiale che ci fa sentire più sicur3 nelle nostre case e nei luoghi che frequentiamo, dai posti di lavoro alla strada; un vocabolario relazionale e sociale che vogliamo riscrivere insieme. Lasciandoci permeare il cuore e il corpo da quell’orizzonte di liberazione con cui la resistenza del popolo palestinese ha acceso tutto il mondo, martedì vogliamo ripercorrere quelle strade che facciamo tutti i giorni, ma insieme.

Siamo critich3 verso questo sistema razzista, classista e patriarcale ma esistono cose che ci rendono felici, cose che già esistono e cose che vogliamo realizzare.
E ce le vogliamo prendere.
I nostri corpi non sono luoghi di conquista!

Per tutte le sorelle che lottano ogni giorno per restare vive, per una vita bella, insieme.
Unit3 nella rabbia.
Protett3 nella sorellanza.
Contro la guerra e il sionismo, Palestina libera dal fiume fino al mare.

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SCIOPERO GENERALE 28 NOVEMBRE

Venerdì 28 novembre 2025 / MONZA

SCIOPERO GENERALE

contro la finanziaria di guerra del Governo Meloni

NO AL RIARMO EUROPEO

STOP ALL’INVIO DI ARMI IN UCRAINA

SOLDI PER SANITA’ E ISTRUZIONE PUBBLICHE

Nel corso della giornata iniziative a sostegno di lavoratori e lavoratrici in lotta

Ore 18 CORTEO da piazza Castello

Arrivo ai giardini pubblici NEI

A seguire serata a sostegno della Rete

Rete Lotte Sociali MB

Collettivi studenteschi di Monza

LA GUERRA È BRUTTA E COSTA CARA:
SCIOPERIAMO CONTRO IL RIARMO E LA FINANZIARIA DI GUERRA!

La legge finanziaria in discussione in parlamento conferma la volontà del Governo di investire in spesa militare, con un passaggio da 45 miliardi nel 2025 a 146 miliardi nel 2035, a discapito di investimenti in sanità, istruzione ed edilizia pubblica.

La finanziaria proposta si inserisce perfettamente nel generale operato delle “democrazie” occidentali: USA, NATO e Unione Europea continuano a portare avanti piani di riarmo, nonché sostegno economico, militare e diplomatico dello stato terrorista di Israele.

Meloni, in continuità con i precedenti governi, decide di sottostare alle indicazioni dell’Unione Europea, privilegiando gli interessi dei gruppi industriali che fanno affari sui conflitti, piuttosto che tutelare i bisogni di lavoratori e lavoratrici, sempre più pover*.

La distruzione dei servizi pubblici e il crollo del potere d’acquisto dei salari sono la fotografia di un paese che da decenni viene devastato dalle politiche di austerità, alle quali oggi si aggiunge il costo dell’economia di guerra.

Oltre alla finanziaria paghiamo a caro prezzo la decisione di confermare l’invio di armi in Ucraina, una decisione che vede concordi tutto il centrosinistra e destra al Governo, nonostante l’evidente fallimento di questa strategia per la risoluzione del conflitto.

L’unica possibilità che abbiamo di ribaltare questa situazione è proseguire nel solco della mobilitazione permanente che da settembre ci vede riempire le piazze con determinazione, riappropriandoci del valore politico e concreto della pratica dello sciopero, consolidando rapporti di solidarietà tra lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse.

La consapevolezza maturata in questi mesi circa l’importanza di mettersi in gioco in prima persona attraverso percorsi territoriali di lotta e sensibilizzazione sta dando i suoi frutti: in tutta Italia si stanno moltiplicando assemblee, coordinamenti, iniziative che sconfessano le scelte del Governo e, giorno dopo giorno, praticano un nuovo immaginario di resistenza contro le politiche di guerra care a capitalismo, imperialismo e sionismo.

I soldi delle nostre tasse (che pagano quasi solamente lavorator* e pensionat*) vogliamo vederli investiti per visite mediche gratuite, per case popolari, per una scuola pubblica di qualità, per posti di lavoro sicuri!
Il 28 novembre sarà una nuova importante tappa di questo percorso: blocchiamo tutto ancora una volta!

STOP ALLA POLITICA BELLICISTA E AD ARMI PER LE LORO GUERRE!
FINANZIARE SUBITO SANITA’, ISTRUZIONE ED EDILIZIA PUBBLICA!
SEMPRE A FIANCO DELLA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE!

Rete Lotte Sociali Monza e Brianza
Collettivi Studenteschi di Monza

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REDMOON HEROES

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Assemblea pubblica verso lo sciopero generale

Giovedì appuntamento per costruire insieme lo sciopero generale del 28 novembre! Dopo le grandi mobilitazioni di settembre e ottobre contro il genocidio del popolo palestinese, abbiamo l’ urgenza di continuare sulla strada intrapresa, per fermare le politiche di guerra del governo Meloni.

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Antiterrorismo

FOA Boccaccio 003 presenta

Giovedì 13 novembre 2025, ore 21

Circolo di viale Libertà 33, Monza

ANTITERRORISMO. Conflitto sociale e “fine della Storia in Italia”

di Elio Catania (Meltemi, 2025)

Presentazione libro e incontro con l’autore

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Il nuovo lavoro di Elio Catania si sviluppa attorno ai concetti – opposti ma complementari – di terrorismo e antiterrorismo. Sebbene si generino autonomamente, i due fenomeni sono infatti strettamente connessi, al punto che l’uno modella l’altro.
Più precisamente, per antiterrorismo s’intende quell’insieme di elementi – culture di governo e di polizia, codice penale, corpi speciali, legittimità concessa alla protesta – attraverso cui uno Stato si relaziona non solo ai fenomeni estremi di lotta armata, ma anche al conflitto sociale e alla violenza politica.

Nel volume, l’autore ricostruisce il quadro delle politiche di sicurezza a partire dagli anni Sessanta e traccia la storia dell’antiterrorismo in Italia individuando le linee di continuità e di rottura che l’hanno attraversata, fino a trovarvi un epilogo nella cosiddetta “fine della Storia”: il presunto superamento del conflitto sociale e la negazione di qualsiasi alternativa all’ordinamento liberalcapitalistico, che hanno preso forma tra la fine della Guerra fredda e il collasso della Prima Repubblica.

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Serata studentesca

Sabato 1 novembre 2025 / Circolino di Viale Libertà 33, Monza

Dalle 18:30 alle 19:30 assemblea aperta a tutti i collettivi studenteschi di Monza

Dalle 21 concerto con:

•⁠ ⁠Sobansky
•⁠ ⁠Peg
•⁠ ⁠Eh Nicky
•⁠ ⁠Cristian Uliano

Vendita fanzine di sh1ttyassart

Evento promosso da FOA Boccaccio 003 e Collettivo LeBelve

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DISFATTISMO!

FOA Boccaccio presenta

Giovedì 6 novembre 2025, ore 20.30 presso Circolino di Viale Libertà 33, Monza 

DISFATTISMO

Ieri e oggi. Rivolte, ammutinamenti e diserzioni nella prima guerra mondiale

di Graziano Giusti

PRESENTAZIONE DEL LIBRO E INCONTRO CON L’AUTORE

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Piani di riarmo, reclutamento di militari, truppe di “interposizione”,
costituzione dell’esercito europeo e approntamento di una “difesa
comune” stanno diventando il pane quotidiano dei governi di tutta
Europa. Quella stessa Europa che 110 anni fa si trovò coinvolta nel
primo orribile massacro di una guerra mondiale imperialista. 

Giovani di ogni provenienza vennero obbligati a scannarsi a vicenda nelle trincee
del continente per difendere gli interessi delle rispettive classi dominanti. 

Il macello ebbe il suo corso, ma da esso sorsero ribellioni, rivolte e insurrezioni. 

Insomma quel disfattismo rivoluzionario che è esattamente l’argomento a cui è
dedicato il presente volume.

Disfattismo ovvero sabotaggio attivo della guerra nel proprio paese, rifiuto di arruolarsi nei ranghi diffondendo idee che spingono alla
diserzione e alla guerra di classe, per fare della guerra dei padroni una guerra degli sfruttati.

Come portare nuovamente oggi quest’attacco ed essere realmente efficaci contro la guerra?

Ne discutiamo con l’autore Graziano Giusti.

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Corteo CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE

Martedì 4 novembre 2025
Monza, via D’Annunzio ang. via Aquileia, h 17.30

CORTEO: CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE

La Commissione Europea ci dice che dobbiamo essere pronti alla guerra entro quattro anni: il conflitto in Ucraina, che vede la NATO contrapposta a Putin, ha già un impatto diretto sulle nostre vite, ma nei prossimi anni la questione potrebbe aggravarsi drammaticamente se non si costruisce una solida opposizione agli interessi economici che si celano dietro alla guerra.

Fino a pochi mesi fa si chiamava “ReArm Europe”, oggi è stata ribattezzata “Readiness 2030”, ma la sostanza non cambia: la programmazione militare europea comprende, oltre al finanziamento alle armi, investimenti su infrastrutture, mobilità militare e guerra elettronica moderna. Un gigantesco affare per piccoli e grandi gruppi industriali, spese militari che paghiamo noi, investimenti pubblici che vengono sottratti alla spesa sociale.

Noi con la stessa reattività dobbiamo saper raccogliere tutto ciò che di vivo e politico è successo nelle scorse settimane per dire chiaramente NO ALLA GUERRA. NO AL RIARMO. NO ALLA PRODUZIONE BELLICA. NO ALLA MILITARIZZAZIONE nelle strade e nelle scuole.

Lo abbiamo affermato in tutta la Brianza durante l’Italian Raid Commando a maggio e di nuovo lo faremo il 4 novembre, durante la cosiddetta “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate”, diventata con il Governo Meloni una celebrazione ancor più funzionale a promuovere pericolose retoriche guerrafondaie.

Ancora una volta saremo in piazza per ribadire il rifiuto di questa retorica e per consolidare la crescita del movimento contro la guerra, coinvolgendo sia il mondo del lavoro che della scuola, rivendicando il blocco degli investimenti militari e l’incremento delle risorse per scuola e sanità pubbliche!

Promosso da 
Rete Lotte Sociali Monza e Brianza 
Collettivi studenteschi di Monza

In vista del corteo CONTRO LA GUERRA E CHI LA PRODUCE del 4 novembre, pubblichiamo alcune riflessioni tematiche.

1. LA SCUOLA NON SI ARRUOLA.

Tagliare le spese militari, finanziare la scuola pubblica!

Lo spettro di un conflitto mondiale si allunga sulle nostre vite e getta la sua funesta ombra in tutte le pieghe della società. La normalizzazione della guerra investe il mondo della scuola, con l’obiettivo di abituare i più giovani a linguaggi e pratiche di guerra, affinché in futuro possano diventare “bravi patrioti” o silenziosa carne da macello.

E’ evidente il salto di qualità del piano strategico che porta dentro le scuole una forte ventata di nazionalismo e militarismo, abdicando al ruolo che le scuole dovrebbero avere di luogo promotore di pensiero libero e critico.

E’ dal 2014 almeno che esistono protocolli di intesa interministeriali che promuovono “cultura della sicurezza” e “cultura della difesa”: questa “promozione” avviene attraverso attività contro “il bullismo”, per “la legalità”, per l’orientamento e di alternanza scuola-lavoro che nascondono spesso la normalizzazione di culture della guerra.

Se in alcuni casi sono direttamente le forze armate che entrano nelle scuole, in altri sono le caserme a ospitare delegazioni di studenti organizzando attività di gioco o sportive che spesso simulano l’addestramento militare. O come recentemente successo anche in Brianza con la contestata iniziativa dell’ Italian Raid Commando, le scuole diventano basi operative per attività di vero e proprio addestramento militare. Inoltre non è raro che venga proposto di effettuare i percorsi di PCTO (la vecchia alternanza scuola lavoro) all’interno di industrie belliche o basi militari, come a Sigonella (SR) o Solbiate Olona (VA), in cui gli studenti effettuano addirittura attività di manutenzione di mezzi militari. Non mancano poi concorsi, premi, presentazioni di calendari e mostre su vicende belliche organizzate in sinergia tra il Ministero della Difesa e quello dell’Istruzione.

Rappresentanti delle forze armate sono talvolta presenti all’interno delle classi sostituendosi alla figura dei docenti in attività didattiche come le cosiddette materie Stem (le discipline scientifico-tecnologiche), rispetto alle quali sta assumendo un ruolo centrale la Fondazione Leonardo, proponendo pacchetti educativi sia per gli studenti sia per la formazione dei docenti.

E ovviamente il 4 novembre i docenti delle scuole di ogni ordine e grado saranno invitati ad accompagnare i propri studenti e studentesse a celebrazioni che esaltano i valori della patria e del sacrificio.

Contro tutto questo apparato propagandistico scendiamo in piazza il 4 novembre, insieme a tutt* i/le docenti, lavoratori e lavoratrici della scuola, student* che generosamente si battono per contrastare questo indottrinamento istituzionale e che svolgono un ruolo fondamentale di resistenza alla retorica guerrafondaia.

Ma non solo: manifestare contro la guerra e le spese militari significa rivendicare investimenti maggiori per l’istruzione pubblica, per la messa in sicurezza dei plessi scolastici, per l’assunzione di precari e precarie in lista d’attesa da anni, per l’aumento dei salari degli insegnanti italiani, tra i meno pagat* in Europa.

Per approfondimenti: https://osservatorionomilscuola.com/

Rete Lotte Sociali Monza e Brianza

Collettivi studenteschi di Monza

2. FERMARE IL PROFITTO DELLA MACCHINA BELLICA.

Riconoscere e colpire i fabbricanti di morte!

La guerra, come si sa, è un gigantesco motore economico, sia per la sua capacità di far fronte alle crisi economiche, sia per le possibilità che offre di sperimentare tecnologie e forme di gestione della società.

Oltre ai veri e propri fabbricanti di armi, è importante riconoscere il cosiddetto “indotto”, che va dalle aziende sviluppatrici di spyware e software per la guerra ibrida ai microchip che servono per droni ed elicotteri, ai sistemi di sorveglianza (utilizzati diffusamente anche nel modello della Smart City).

È inoltre sempre più arduo distinguere tra applicazioni civili e militari, nell’era del cosiddetto “dual use”, in cui tutto è collegato attraverso strategie e meccanismi non sempre manifesti, non c’è reale differenza tra i due campi. Per fare un esempio concreto, anche l’industria dei videogiochi, apparentemente ludica, è in realtà profondamente legata con il settore militare.

Di fronte all’aggravarsi dei conflitti in corso, l’unica risposta del nostro governo è stata prendere la strada dell’economia di guerra, che sta portando profitti record nelle casse di Leonardo e delle altre aziende militari, che si trovano a beneficiare delle stragi di civili.

Anche sul territorio monzese sono presenti aziende legate alla guerra, in particolar modo in Brianza: se a Lecco è nota la vicenda della Fiocchi Munizioni, anche Monza “vanta” la presenza di aziende che dichiarano apertamente la loro collaborazione con Leonardo.

Oltre a queste aziende, facilmente individuabili, in quanto operanti allo scoperto, esiste una fitta rete di piccole start up, anch’esse direttamente coinvolte con l’industria bellica, su cui le informazioni sono spesso incomplete o non disponibili.

Per essere più efficaci nel nostro attacco contro il sistema guerra è quindi fondamentale comprendere chi trae profitto dai conflitti in corso, denunciando apertamente la collusione di tanti industriali e piccoli imprenditori di casa nostra con i massacri in atto.

Per questo il 4 novembre, ribadendo il nostro no alla guerra, vogliamo rafforzare il fronte di opposizione contro chi realizza profitti dal conflitto: il nemico è in casa nostra e che il modo migliore per colpirlo è nel suo portafoglio!

Contro la guerra dei padroni, per la lotta sociale!

Per approfondimenti: https://www.atlanteguerre.it/…/dossier-le-catena-della…/

Rete Lotte sociali Monza e Brianza

Collettivi studenteschi di Monza

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