Giovedì 2 aprile e giovedì 16 aprile, dalle ore 20:30 Circolino – Viale Libertà 33, Monza INGRESSO GRATUITO Birrette fresche!
PROGRAMMA 2 aprile – Jessica Forever di Caroline Poggi e Jonathan Vinel (versione originale con sottotitoli in italiano). 16 aprile – Blade Runner di Ridley Scott (versione originale con sottotitoli in italiano).
In una città sempre più povera di iniziative culturali, sentiamo la necessità di creare spazi in cui l’aggregazione possa svilupparsi in modo libero e gratuito. Il cinema è un luogo in cui stringere legami, far circolare idee e riflessioni, incontrare nuove persone e punti di vista o, semplicemente, guardare un bel film. La rassegna di questo mese propone due film sci-fi che, immaginando mondi distopici, ci interrogano sulle distorsioni del nostro presente. Due opere lontane nel tempo ma che confermano la forza sempre attuale di questo genere
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Vignaioli da tutta Italia, mercato contadino, musica, laboratori, chiacchiere…
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Ci risiamo: con la primavera torna anche quest’anno “La volpe e l’uva”.
Come in passato, questa 14esima edizione diventa l’occasione per incontrare vignaiol3 e contadin3 testarde e competenti, creando uno spazio che vuol dare risalto ad un’agricoltura che può partire dalla semplice cura della terra, attraversare pratiche antiche, fino a farsi anche radice profonda di resistenza. Il vino scorre sabato 11 e domenica 12 aprile all’ex macello in via Procaccini 7 a Monza, accompagnato da cibo, autoproduzioni e spettacoli per grandi e piccol3. Il venerdì sera, il 10 di aprile al Circolino di viale Libertà 33, come momento di discussione e solidarietà al popolo palestinese e alla sua tenace agricoltura, approfondiamo un aspetto spesso trascurato quando si parla di guerra e in questo caso di occupazione: la devastazione ambientale dei territori. Parleremo insieme della sistematicità con cui, attraverso diverse forme di ecocidio, l’entità sionista prova a minare quotidianamente la possibilità di sviluppare forme sociali libere e autonome. Oggi, come ieri e come domani, l’obiettivo di Israele è quello di negare un futuro a tutte le forme di vita nei territori palestinesi, ma deve scontrarsi con la resistenza di un popolo che non ha mai smesso di lottare per la propria Terra e per la propria libertà.
Sempre a fianco della resistenza del popolo palestinese
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Venerdi 10/04 – Circolo di viale Libertà 33, Monza
Coltivare libertà. La resistenza palestinese contro l’ecocidio sionista
h 18.30 – aperitivo a sostegno di West Climbing Bank. A seguire chiacchiere attorno all’opuscolo di Ecoresistenze “La devastazione ambientale è un’arma del sionismo: voci da un viaggio in Palestina contro l’ecocidio di Israele”. Ne parliamo con Sebastiano, Ecoresistenze Luca Poggi, Global Sumud Flotilla Compagn3 di West Climbing Bank
Sabato 11/04 – area ex macello di via Procaccini 7, Monza
h 15:00 apertura degustazioni
h 16:30 spettacolo circense per grandi e piccol3: Circo Zizzania
h 18:30 concerto – Twenty Euro For Love (monster street surf)
h 20:30 concerto – Gruppo Vago (quasi country)
ho 21:30 concerto – Malaleche (patchanka acustica) e Glamourga (ritmi e balli dal carnevale di Buenos Aires)
h 23:00 djset – SednaD (electro//techno)
Domenica 12/04 – area ex macello di via Procaccini 7, Monza
h 15:00 apertura degustazioni
H 16.30 Lab circo con Andrea e Marco Laboratorio di giocoleria e equilibrismo (con l’utilizzo di oggetti)
h 18:00 djset – Dj Gosh (reggae & dub)
h 20:00 chiusura
Elenco vignaioli presenti da tutta Italia:
AZ. AGR. IL CASTELLO Lombardia
LA ROSSERA Lombardia
GEMMA Lombardia
CANTINA MALMOSTO Lombardia
PIETRO SELVA Lombardia
JEANDAUGE Francia
CASCINA POGGIA Piemonte
VALLI UNITE Piemonte
IL VINO E LE ROSE Piemonte
LA TOMMASINA Piemonte
MATTEO ARQUILLA Piemonte
GRANJA FARM Piemonte
CESCA DANIELE Piemonte
UMAIA Piemonte
PODERE BARGNOCLA Emilia Romagna
LA SORLANA Liguria
FRATELLI BARILE Toscana
LE ROGAIE Toscana
URUPIA Puglia
LEO CONTI Sardegna
SA DEFENZA Sardegna
CANTINA MALOPASSO Sicilia
MULSUM Sicilia
E per mangiare:
ORANAMI Piemonte
ZAFFERANE Lombardia
PIZZERIA PIRATA Toscana
KAOS AUTOPRODUZIONI Lombardia
VALICO TERMINUM Emilia Romagna
VERDE BIONATURA Lombardia
LA LIBERTARIA Lombardia
FLORA DEL BOSCO Piemonte
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Per tutta la durata dell’evento — Degustazione e aperitivo con le autoproduzioni del collettivo
Presentazione del fumetto
Senza evasione possibile – Storia illustrata della Banda Bonnot
di Alessandro Beccari (Ed. Cronache Ribelli)
Racconto illustrato della nascita dell’illegalismo anarchico nella Francia di inizio Novecento, tra miseria, sfruttamento e repressione. La Banda Bonnot sceglie la ribellione totale come risposta a un mondo percepito come irriformabile.
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FOA Boccaccio 003 in collaborazione con Edizioni Tabor presenta
Lunedì 2 marzo 2026
Circolino di viale Libertà 33, ore 18.30
Presentazione di:
FUORI LA GRANA o vi ammazziamo!
Alèssi Dell’Umbria
Incontro e dibattito con l’autore
Un sodalizio di fuorilegge rivoluzionari, così si può definire il gruppo “Os Cangaceiros”. Una banda di giovani che si organizzarono per vivere senza lavorare ma anche per dare manforte alle lotte che tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ‘90 scossero prigioni, fabbriche e periferie di Francia e non solo.
Scontri di strada e azioni clandestine, truffe alle banche e rock’n’roll, teoria radicale e lotte operaie, grandi bevute, furti, sabotaggi e scorribande per mezza Europa… il tutto sancito da una sorta di sacro senso della amicizia e della lealtà.
Il racconto di questa avventura, dalla voce di uno dei suoi protagonisti, è al tempo stesso una contro-storia vissuta della società europea degli anni ‘80. È infatti proprio per non soccombere a quel decennio terribile che alcuni giovani serrarono i ranghi dando vita a “Os Cangaceiros”, perché «bisognava organizzarsi per attraversare il deserto che avanzava».
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“Fuori la grana o vi ammazziamo!”: non so chi avesse fatto questa scritta su un muro di Marsiglia agli inizi degli anni ’80, ma mi era decisamente piaciuta questa minaccia da rapinatore che risuonava come un’ingiunzione di carattere generale verso quelli che tengono i cordoni della Borsa»
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Nei giorni scorsi l’EZLN – Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale ha diffuso un comunicato sulle mobilitazioni che hanno visto protagonista il popolo iraniano, invitando realtà politiche sparse in tutto il mondo a tradurlo e sottoscriverlo. Buona lettura.
**PER LA VITA E LA DIGNITÀ DEL POPOLO IRANIANO**
Stiamo vivendo una tempesta. Non è né nuova né passeggera. È la tempesta del capitalismo, dell’imperialismo, del patriarcato e degli Stati che amministrano la morte mentre parlano di ordine, stabilità o sicurezza. In questa tempesta, quelli in alto si contendono territori, risorse e potere; quelli in basso mettono in gioco i loro corpi, le loro vite, le loro paure e le loro speranze.
In Iran questa tempesta colpisce oggi con particolare violenza. Il popolo iraniano si è nuovamente mobilitato contro il regime della Repubblica Islamica, che non ha esitato a usare la forza contro chi scende in strada. Queste mobilitazioni non sono né un caso isolato né una reazione momentanea: sono il risultato di decenni di oppressione politica, sfruttamento economico, violenza patriarcale, repressione sistematica e negazione dei diritti. Sono lotte che vengono dal basso, dalla quotidianità soffocante, da chi non può e non vuole più sopravvivere in silenzio.
In alto, governi e grandi potenze valutano la situazione secondo logiche geopolitiche. Calcolano vantaggi, equilibri regionali, rotte energetiche e alleanze favorevoli. In alto, il crimine viene normalizzato, giustificato o mascherato con discorsi sulla “stabilità”, la “sicurezza” o il “realismo politico”. In alto, persino coloro che si presentano come nemici del regime iraniano non esitano a legittimare il massacro quando serve ai loro interessi.
In basso, invece, il popolo iraniano lotta per la vita: In basso ci sono le donne, che ogni giorno sfidano il controllo patriarcale. In basso ci sono le lavoratrici e i lavoratori impoveriti dalle politiche neoliberiste. In basso ci sono i dissidenti sessuali, le minoranze religiose, i popoli oppressi che vivono nelle periferie colpite dalla crisi dell’acqua, della casa e del lavoro. In basso ci sono coloro che sono scesi in strada più e più volte, spesso a mani vuote, senza grandi organizzazioni – distrutte dalla repressione – e che tuttavia sono andati più lontano di qualsiasi opposizione istituzionale.
Condanniamo fermamente la manipolazione di queste proteste da parte di forze straniere. Nessuna potenza estera, nessun governo del Nord globale, nessun progetto imperialista ha il diritto di usare la sofferenza del popolo iraniano come pedina. Una simile strumentalizzazione non solo distorce le lotte reali, ma mette in pericolo ancora maggiore chi resiste, trasformandolo in pretesto per repressioni ancora più brutali.
Ribadiamo il diritto inalienabile dei popoli all’autodeterminazione. La libertà non può essere esportata né negoziata tra Stati. Nessun intervento imperiale ha mai portato giustizia e dignità ai popoli che pretendeva di “liberare”. Lo sappiamo dalla storia, e lo confermano le macerie che lascia dietro di sé.
Ci sono coloro che, da fuori, guardano verso l’alto e non verso il basso: quelli che giustificano il regime iraniano in nome di un presunto anti-imperialismo, ignorando che quel regime applica contro il proprio popolo la logica dell’occupazione, dell’apartheid, del saccheggio e del neoliberismo; e quelli che promuovono alternative reazionarie, autoritarie e dipendenti, che promettono salvezza mentre riproducono il dominio.
Sono falsi antagonismi. L’alto contro l’alto. Il potere contro il potere. In basso resta il popolo, intrappolato tra due forze che si dichiarano avversarie ma agiscono all’unisono.
La nostra posizione è chiara: non stiamo dalla parte dei governi, stiamo dalla parte dei popoli. Non dalla parte degli Stati, ma da quella di chi resiste. Non dalla parte delle élite, ma da quella di chi lotta per la propria vita.
Oggi, mentre il popolo iraniano affronta interruzioni delle comunicazioni, coprifuoco e militarizzazione della vita quotidiana, invitiamo ad ascoltare gli avvertimenti delle nostre compagne e dei nostri compagni zapatisti: la tempesta è globale; chi crede di non esserne toccato, che passi oltre, si sbaglia. Di fronte a questa tempesta non ci sono salvezze né soluzioni dall’alto. Ciò che esiste è l’urgente necessità di unire le lotte dal basso, di riconoscerci nel destino comune di chi si oppone al capitale, all’imperialismo e a tutte le forme di dominio.
Tendiamo la mano al popolo iraniano. Non per paternalismo. Non per parlare al posto loro. Ma per dire: non siete soli.
Perché la lotta in Iran è anche la lotta per la vita ovunque. E perché solo dal basso – insieme – possiamo affrontare la tempesta e immaginare il giorno dopo.