NEL GIORNO DELLA VISITA DI MARONI CITTA’ INVASA DI SAGOME COLORATE

 
Centinaia di sagome colorate in ogni quartiere della città, mentre altrettanti manifesti denunciano le politiche razziste di Giunta e Governo.
Nel giorno della visita di Maroni all’amico Mariani, Monza prova a ricordarsi il senso della parola "integrazione", nel tentitivo di sostituirla all’unico vocabolario utilizzato da chi amministra la nostra città, ossia a quello delle politiche securitarie.
Queste sagome ci ricordano che facciamo finta di non sapere quanti e quali problemi vivano sulla loro pelle gli immigrati, soprattutto quelli clandestini.
"Sfruttati", "Espulsi", "Respinti": questi i loro destini.
Noi proviamo ad immaginarci una città in cui i soldi che un assessore alla sicurezza come Romeo investe in telecamere, squadre speciali della polizia locale, pattugliamenti dell’esercito (e si tratta di centinaia di migliaia di euro) possano essere utilizzati per affrontare la situazione in maniera diversa, ossia ragionando su progetti di integrazione scolastica, di integrazione abitativa e lavorativa.
Chi ci Governa però ha molto più interesse a costruire paure nella popolazione, per poi servire sul piatto la risposta più scontata: più controllo e leggi sempre più rigide, leggi razziali.
Il Boccaccio ha sempre fatto dell’antirazzismo un caposaldo della propria esperienza e pertanto, in questo periodo che vede inasprirsi l’approccio delle Istituzioni nei confronti dei migranti, pensiamo non ci si possa esimere dal denunciare la gravità della situazione e mobilitarsi tutti per cambiare radicalmente la prospettiva con cui si guarda al fenomeno migratorio.

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