Presepe Antisfratto

Flash mob in piazza Duomo la notte di Natale…in piazza il Comitato Monzese per il diritto alla casa…di seguito il testo distribuito a lato della rivisitazione della Natività…

Qui le foto: http://boccaccio.noblogs.org/post/2012/12/25/fotoracconto-presepe-antisfratto/

QUEST’ANNO LA PREDICA VE LA FACCIAMO NOI!

Nonostante il periodo di feste appena cominciato, dal 22 Gennaio al 14 Febbraio a Monza sono previsti 4 sfratti solo all’interno del nostro comitato, ignoriamo il numero complessivo in città ma non fatichiamo a ritenerlo di molto superiore.

Passati i giorni dei banchetti natalizi, dei regali e dei fuochi d’artificio, quattro famiglie di cui tre con figli minori a carico rischiano di essere sbattuti fuori di casa perché faticano a pagare un affitto che spesso supera i 700 euro al mese, spesa impossibile da affrontare in un momento di crisi.

 

Questa famiglie vivranno le feste tra l’incertezza e l’angoscia dovuta alla possibilità di finire in mezzo ad una strada; i problemi economici si evolvono diventando anche psicologici e relazionali a causa delle tensioni e delle paure che si vengono a creare all’interno del nucleo familiare nelle settimane antecedenti lo sfratto. Tutto questo ovviamente viene recepito dai bambini che leggono la situazione dipinta sui volti dei loro genitori.

 

Le possibilità di ottenere un alloggio comunale d’emergenza (alloggi riservati per legge a chi viene colpito da un provvedimento di sfratto) sono pari a quelle di vincere la Lotteria di Capodanno: su più di 70 domande presentate solo 12 famiglie verranno accontentate.

Senza contare tutte quelle persone costrette a vivere in mezzo ad una strada che si devono accontentare di soluzioni palliative durante il periodo invernale.

Nella nostra città ci sono centinaia di appartamenti ALER e migliaia di case private sfitte, la maggior parte degli immobili comunali sono in stato di degrado e conseguentemente un centinaio di alloggi non sono più assegnabili.

Nel frattempo decine e decine di palazzi nuovi vengono costruiti e altrettanti sono in cantiere, agglomerati di alloggi destinati a rimanere cronicamente vuoti. Il territorio di noi tutti è messo sempre più in pericolo da una politica edilizia che non vede nel recupero del costruito esistente l’unica soluzione sostenibile per arginare il consumo di suolo, che sta letteralmente logorando la provincia, andando a peggiorare le condizioni di vivibilità urbana.

In questo contesto chi sfonda la porta di una casa per occuparla non è un criminale, è una persona che fa valere la sua dignità e che esercita il diritto a difendere la propria famiglia, ad avere un tetto sopra la testa, ad abitare il proprio territorio.

La casa non è un bene come un altro su cui speculare, da affittare, vendere o lasciare sfitte a piacimento, le case sono di chi le abita!

In questo sistema di feroci diseguaglianze non ci aspettiamo che tutti possano avere doni, presepe e alberello… ma almeno alla grotta non rinunceremo mai!

In attesa di risposte concrete noi non staremo di certo a guardare: saremo presenti sul territorio ad ogni tentativo di sfratto, in solidarietà a tutte le famiglie colpite da procedimento di sfratto.

 

TESTO DELLA PERFORMANCE TEATRALE:

 

NARRATORE:

Nel primo anno a.c. Giuseppe di Nazaret, un povero falegname che lavorava x l’Ikea tramite cooperativa, perde il posto di lavoro. Contemporaneamente a sua moglie Maria, educatrice della Cesed, non viene rinnovato il contratto perchè si trova in stato interessante

decidono quindi di intraprendere un lungo e rischioso viaggio verso Gerusalemme per tentare la sorte nella grande lotteria del bando per l’assegnazione di un alloggio popolare gestito dall’AIER (azienda israeliana edilizia residenziale), ma, giunto il nono mese di gravidanza….

 

MARIA

Giuseppe mio caro non riesco più a camminare, Gesù ha fretta d’uscire e questo viaggio sarà del tutto inutile, inoltre guarda lassù nel cielo la stella cometa è sempre più vicina, non c’è più tempo dobbiamo trovare un posto dove io possa partorire.

L’UNDICESIMO ARTICOLO DICE: NON OCCUPARE, SE DEL CIELO VUOI ESSERE DEGNO PERÒ lo SAPPIAMO che la casa popolare non ce la daranno mai! assegneranno anche quest’anno solo 30 case a fronte di oltre 700 richieste!

SAPPIAMO BENE COSA FANNO IN REGIONE!

PREFERISCONO LASCIAR FUORI NOI E SPARTIRSI LE CASE TRA PONZIO ZAMBETTI E I SUOI SCAGNOZZI!

 

 

GIUSEPPE

Maria amore mio, non hai sentito che il papa ultimamente ha detto che la stella cometa non è mai esistita…quello sarà certamente il primo missile Jerico lanciato dai sionisti e preludio della sanguinosa occupazione. Comunque hai ragione, abbiamo bisogno di una casa adesso!!!  Tu non puoi più aspettare i tempi della burocrazia E NON POSSIAMO PIÙ RISPETTARE QUELLA VECCHISSIMA LEGGE!

 

NARRATORE:

E fu così che si fermarono nel quartiere popolare di Betlemme dove vi erano innumerevoli case vuote dell’ AIER, dichiarate non assegnabili perchè necessitavano solo di piccole ristrutturazioni che un falegname esperto come Giuseppe sarebbe stato benissimo in grado di compiere.

Nonostante nel quartiere Betlemme la composizione sociale fosse molto popolare, vi erano anche innumerevoli case di edilizia privata, inaccessibili alla popolazione che viveva prevalentemente di pastorizia e agricoltura di sussistenza.

Ovviamente queste case restavano inesorabilmente vuote… nessuno in quegli anni di crisi sarebbe riuscito a pagare un affitto di 800 DENARI.

E fu in questo quartiere che Giuseppe e Maria incontrano i Re Magi dello sportello casa che offrivano assistenza e consulenza gratuita x le problematiche abitative; questi gli portarono in dono flessibile, piede di porco e birra e mostrarono loro una casa sfitta da cosi tanto tempo da sembrare una grotta.

Spinti dalla necessità decisero di sfondare la porta e occuparla abusivamente sicuri di non commettere alcun peccato al cospetto di dio nonostante in quegli anni l’Altissimo fosse molto più severo e autoritario che ai giorni nostri

 

MARIA

Giuseppe sei sicuro di quello che stiamo facendo? L’AIER sfrutterà la scusa dell’occupazione x negarci ancora per 5 anni un alloggio a canone sociale; inoltre è un reato penale, verremo denunciati e processati davanti un tribunale romano, e cmq potrebbe essere tutto inutile perchè i centurioni potrebbero coglierci in flagranza e sgomberarci immediatamente

 

GIUSEPPE:

Che uomo sarei a temere lo stato e l’arroganza di erode di fronte alla necessità di difendere mia moglie e mio figlio?

Amore mio, non tutto ciò che è giusto è legale, come non tutto ciò che è legale è anche giusto… guarda la nostra vita: tu sei stata licenziata dalle Cesed perchè sei rimasta in cinta e di questo ne io ne te abbiamo colpa alcuna, e intendo proprio nel senso letterale del termine!!! i bambini che prima accudivi amorevolmente come educatrice ora scorrazzano x le strade facendo monellerie; io  dopo anni di duro lavoro al reparto crocefissi sono stato licenziato dall’IKEA dopo essere stato anche manganellato duramente dai centurioni durante uno sciopero a Piacenza…

IO SENZA LEGGE, OCCUPERÒ IN NOME MIO, QUEGLI ALTRI RUBANO IN NOME DI CL!

Ora basta!!!

Dobbiamo riappropriarci della nostra esistenza e del nostro futuro iniziando con il rivendicare il diritto alla casa!!!

 

(aprono con il piede di porco la grotta)

 

NARRATORE:

Purtroppo dopo poco tempo arriva l’ufficiale giudiziario, a causa delle forti pressioni della proprietà oggi come allora da sempre difesa dalle istituzioni.

Il funzionario romano fissa la data del rilascio forzoso dell’immobile per il 25\12 nonostante Maria lo pregasse di rimandare essendo proprio quelli i giorni in cui avrebbe dovuto partorire.

Allora Giuseppe senza perdersi d’animo e per nulla deciso ad arrendersi, corre a chiamare i re magi dello sportello casa che lo invitano ad entrare nel comitato per il diritto alla casa di Betlemme.

Nelle assemblee del comitato Giuseppe e Maria capiscono che insieme ai pastori del quartiere è possibile resistere ai soprusi della proprietà, capiscono che a Betlemme abitare significa vivere anche e soprattutto fuori dalle mura domestiche, significa riprendersi le strade, le piazze e tutti gli spazi abbandonati creati dalla speculazione edilizia….

 

(arrivano i centurioni e si schierano i pastori )

 

CENTURIONE:

che succede qua, circolare gente fateci passare, non siamo qui per voi ma per la famiglia di Nazaret

 

PASTORE

Chi tocca loro tocca anche noi, non permetteremo che Gesù nasca in mezzo a una strada, è una cosa orribile rinviate lo sfratto!!!

 

CENTURIONE

Dobbiamo fare il nostro lavoro, gli ordini sono di eseguire forzosamente il rilascio dell’immobile… interveniamo!!!

 

GIUSEPPE:

D’ora in poi non ci difenderemo più con la preghiera ma con le potenti armi dell’autorganizzazione e dell’azione diretta, noi da qui non ce ne andremo… siete voi che dovete andarvene dai nostri quartieri!!!!

 

CORO PASTORI

Centurione servo del padrone, Centurione servo del padrone

 

(carica e tafferugli con vittoria degli occupanti)

 

NARRATORE:

Grazie alla solidarietà attiva del quartiere popolare Betlemme, Cristo potè venire al mondo. crescendo in questo quartiere apprese i valori dell’eguaglianza sociale, della solidarietà attiva, della collettivizzazione delle risorse.

Questa parte della storia è sicuramente a lieto fine, ma non potrà sempre andare così bene….

Dopo 2000 anni l’emergenza abitativa non ha fatto altro che peggiorare nonostante la speculazione edilizia abbia completamente cementificato i nostri territori

A Monza, finite le festività natalizie, si riprenderà con un mese di gennaio densissimo di sfratti… il numero degli alloggi ERP è assolutamente inadeguato a far fronte all’esigenza.

Le istituzioni e la cittadinanza tutta devono iniziare a prendere atto che senza una soluzione a tale problematica potrebbe venire meno la pace sociale, altre strade devono essere prese in considerazione ma per fare ciò serve una chiara volontà politica in tal senso.

Noi certamente non staremo fermi ad aspettare ma saremo sotto ogni casa a gridare BASTA SFRATTI, LA CASA E’ UN DIRITTO!

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