Rioccupata Pizzeria del popolo

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato della rioccupazione della Pizzeria del popolo a Milano. Nel testo dei compagn* di Milano troviamo molte somiglianze con episodi simili che abbiamo vissuto qui a Monza. Rintracciamo d’altro canto anche un’intatta determinazione da parte dei compagn*, a cui esprimiamo solidarietà e vicinanza in questa “nuova” esperienza.

FOA Boccaccio 003

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Domenica 9 giugno

L’ardita pizzeria del popolo sgomberata lo scorso 4 giungo è stata rioccupata.

Un centinaio di persone sono rientrate questo pomeriggio intenzionate a mantenere viva questa esperienza collettiva. Entrando abbiamo potuto vedere in cosa consiste di fatto uno sgombero.
Hanno divelto una rampa di scale. Hanno distrutto il forno a legna.
Hanno disegnato peni sui muri e defecato sui materassi. Il gesto delle scale è paradigmatico. nessun progetto, nessun altro uso per questo stabile. Solo il vuoto, il degrado l’abbandono.

Ricostruiremo il forno e le scale , riporteremo tra queste mura corpi, azioni, pensieri, fantasia, determinazione, vita.

CONTRO LA PREPOTENZA DI POLIZIA E PALAZZINARI OPPONIAMO LA POTENZA
DELLE NOSTRE RLAZIONI, LA NOSTRA DETERMINAZIONE E LA NOSTRA FANTASIA.

ORGANIZZIAMOCI INSIEME

RAGGIUNGETECI

fb: arditapizzriadelpopolo

autonomiadiffusa@inventati.org

 

Qui di seguito il comunicato ufficiale della rioccupazione:

CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO…
(lettera al quartiere)

All’interruzione degli ultimi giorni è stato posto prontamente rimedio.
Le serrande sono riaperte, il forno è ancora acceso e volti amici si
affacciano dalle finestre di Via Cola di Rienzo 48. Le mani della polizia
non hanno tenuto la presa a lungo, la pizzeria è tornata a vivere.

Qui abbiamo visto in quattro mesi nascere e crescere legami profondi,
raccogliersi e diffondersi energie che hanno generato un modo di vivere
diverso, rimodellato sui bisogni di chi abitava e attraversava quella
casa: un’aula studio per chi vuole studiare, una sala prove per chi fa
musica, un’officina per imparare assieme ciò che prima non sapevamo fare.
Cene e pizzate popolari per potersi incontrare e conoscere fuori dai
ritmi frenetici di Milano.

Abitare uno spazio per noi non significa dormire lì dentro, ma
costruirlo giorno dopo giorno mettendo in comune pratiche e pensieri. Ci
rifiutiamo di sacrificarci per un mondo in cui non crediamo più e che
mostra le sue parti marce e cadenti: la condivisione è uno degli
strumenti di cui possiamo dotarci per attaccare questo sistema. La
prepotenza della polizia e quella della speculazione edilizia sono due
facce della stessa medaglia, e questa zona le ha conosciute entrambe. Ha
visto palazzi abbandonati, demoliti e ricostruiti per poi essere
lasciati ancora vuoti, e nei giorni scorsi ha percepito la presenza
arrogante delle camionette e dei caschi blu per le sue vie.

Durante lo sgombero della Pizzeria e l’occupazione del Circolo in via
Del Fusaro abbiamo sentito il calore degli abitanti, che ci ha aiutato e
sospinto nei momenti più difficili. Questa solidarietà viva è più forte
di qualsiasi operazione della Questura.
L’avevamo promesso: non avremmo ceduto, né in quel momento, né in
futuro. Siamo tornati per restare, perché quello che è cominciato non
deve rimanere soffocato sotto la polvere di un edificio nuovamente
deserto, perché dove loro distruggono noi ricostruiamo. Invitiamo tutti
a passare in questi giorni per riaprire insieme ciò che era nostro bene…
dove eravamo rimasti?

Ardita Pizzeria del Popolo

 

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