Comunicato sulla sentenza del processo 1 maggio 2015

Ieri, 14 giugno, il tribunale di Milano con una sentenza di 1° grado ha rimesso in libertà 2 dei nostri 3 compagni. Nonostante sia stata una vittoria a metà, in quanto Casper resta in carcere con una condanna di 3 anni e 8 mesi per devastazione e saccheggio (la condanna più bassa finora ottenuta negli ambienti militanti per questa fattispecie di reato), quella di ieri è stata sicuramente una giornata di gioia. La poderosa indagine della digos e del pm Basilone sul corteo del 1° maggio che sembrava dovesse partorire una montagna alla fine ha partorito un topolino: Molestio è stato assolto con formula piena, per cui ha passsato gli ultimi mesi in stato detentivo senza motivo; derubricazione a resitstenza aggravata per Iddu condannato a 1 anno e 8 mesi e liberato seduta stante con la sospensione condizionale della pena; 2 anni e 2 mesi al Nano anche lui derubricato in resistenza aggravata (che per ora resta ai domiciliari).
Il passato militante di Casper ha invece condizionato il gup Nunnari che ha accettato il teorema accusatorio di devastazione e saccheggio basato su un unica “prova” video che ritrae Casper gesticolare in direzione del corteo. Tale gesto è stato letto dai magistrati come un chissà quale misterioso segnale volto a coordinare la calata dei barbari in città e dunque, grazie allo strumento del concorso psichico, è stato condannato per l’art.419 anche se non vi è prova sulla condotta materiale.

Casper è anche l’unico a cui sono stati appioppate le richieste di 870000 euro di risarcimento da parte di Unicredit banca, che però saranno valutate in sede di causa civile. Per tutti e tre i condannati invece sono stati riconosciuti 15000 euro a testa da versare alla polizia, contro i 300000 euro inizialmente chiesti dall’avvocato del ministero dell’interno.
La giornata di ieri ci ha visto impegnati davanti al tribunale con un presidio partecipato che è poi proseguito all’università statale per un pranzo, un restyling della facciata della caritas adiacente all’università e un’assemblea su come continuare la lotta contro le accuse di devastazione e saccheggio (passate e future). L’assemblea è stata introdotta dalla presentazione dell’opuscolo “Rompere la piazza” che ha fornito interessanti spunti di riflessione. La discussione allargata su come affrontare i dispositivi della repressione proseguirà il 7 luglio a Cremona durante le iniziative che seguiranno il presidio al tribunale in occasione della sentenza del secondo troncone di imputati accusati di devastazione e saccheggio.
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