Rotta verso i 15 anni. Tempesta all’orizzonte?

2003-2018.
ROTTA VERSO I QUINDICI ANNI: TEMPESTA ALL’ORIZZONTE?

Nel 2018 l’esperienza autogestita della F.O.A. Boccaccio compirà 15 anni: è infatti a partire dal 2003 che si è sviluppata l’attività del centro sociale monzese, originariamente all’interno degli spazi della ex Tintoria De Simoni (via Boccaccio 6), area sgomberata nel luglio del 2008 e oggi ancora completamente abbandonata a se stessa, con buona pace dei fantomatici progetti di riqualificazione che al tempo costituirono la scusa per sgomberarci.

Stessa sorte di totale abbandono è toccata a quasi tutti gli stabili da cui siamo stati sgomberati nel corso degli anni: l’ex cinema Apollo, via Aspromonte, via Arnaldo da Brescia…unica eccezione è costituita dalla palazzina di via Durini, la cui riqualificazione è un chiaro esempio del processo di gentrification a cui sono soggette alcune zone della nostra città.

Nonostante questa lunga serie di sgomberi, abbiamo sempre continuato a portare avanti i nostri progetti, slegati da partiti e giunte di qualsiasi colore: a ogni sgombero è seguita una nuova occupazione, in un percorso di lotta irreversibile rispetto alla rivendicazione di uno spazio autogestito. Dall’ottobre 2011 ci siamo stabiliti in via Rosmini 11, in un ex centro sportivo abbandonato, di proprietà della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Qui, parallelamente a un’opera costante di riqualificazione dell’area, stiamo dando continuità al nostro percorso politico, che si declina in una variegata gamma di progetti e iniziative autorganizzate dedicate ai temi più disparati. Rispetto alle nostre esperienze passate, data la specificità dello spazio (campo da calcio con annesse ex strutture sportive) è stato possibile far nascere e crescere anche progetti dedicati allo sport popolare, in particolare boxe, calcio e rugby. Ancora una volta l’occupazione, intesa come pratica di riappropriazione e restituzione di spazi a uso sociale, conferma la propria legittimità, efficacia e attualità, in una città dove le aree dismesse continuano a essere decine.

Il nostro quindicesimo compleanno, traguardo importante e significativo, ci offrirà lo spunto di fare un bilancio di quanto è accaduto in questo tempo, ma, soprattutto, ci incalza a guardare al futuro, rendendo sempre più rilevante il nostro ruolo in città, rinnovando l’impegno sul fronte della lotta, della promozione culturale, dell’aggregazione libera e senza alcun fine di lucro. E’ infatti su questi tre cardini che da sempre abbiamo voluto imperniare la costruzione della nostra identità antagonista e anticapitalista, in una società sempre più contraddistinta da fenomeni di diseguaglianza sociale, egoismo e ignoranza.

La recente elezione a sindaco della città di Dario Allevi, al termine di una campagna elettorale costruita esclusivamente sul mantra repressivo sicurezza-legalità, costituisce un elemento con cui dobbiamo e vogliamo fare i conti. Monza si ritrova governata da un sindaco sceriffo, a capo di una giunta costituita da un mix inquietante di razzismo e xenofobia di matrice salviniana, giovani rampanti al soldo di industriali e imprenditori, fino addirittura a elementi legati a doppio filo con i neonazisti di Lealtà Azione (la nomina di Arbizzoni ad assessore allo sport è un episodio che sta destando l’attenzione della stampa nazionale).

Al momento il neo sindaco si è presentato alla cittadinanza sgomberando un paio di aree dismesse che venivano utilizzate come ricovero da alcuni senza tetto e rafforzando la militarizzazione dei giardini della stazione, da tempo luogo di ritrovo per decine di migranti richiedenti asilo: insomma il delirio securitario della giunta ha mostrato i muscoli schierando camionette e caschi blu e accanendosi sui più deboli per rispettare le promesse fatte al proprio elettorato.

Insieme a questo tipo di interventi e molti altri di stampo securitario (aumento della videosorveglianza, droni che ci sorvegliano dall’alto, polizia ovunque…insomma una città di orwelliana memoria), nel suo programma elettorale figura anche lo sgombero del Boccaccio perché, è bene ricordarlo, siamo orgogliosamente da sempre i suoi nemici numeri uno, fin dai tempi in cui questo fascista in doppiopetto ricopriva la carica di vicesindaco nella giunta leghista di Marco Mariani (2007-2011): intollerabile per lui che in città esista una realtà antifascista e antirazzista in grado di fare da punto di riferimento per tanti giovani (e meno giovani) da tutta Brianza.

Al di là di questa minaccia, che non ci spaventa né muta in alcun modo i nostri progetti futuri, ma a cui come già accaduto in passato sapremo rispondere con determinazione qualora si concretizzasse, pensiamo che il modo migliore per festeggiare i nostri quindici anni di attivismo a Monza sia quello di rilanciare i nostri percorsi, facendo vivere lo spazio in continuità con quanto fatto fino ad oggi, ma soprattutto attraversando con maggiore intensità e frequenza le strade e gli spazi della città, declinando i nostri contenuti all’esterno di via Rosmini.

Crediamo infatti che oggi più che mai a Monza sia fondamentale ribaltare i paradigmi della paura e dell’intolleranza, della rassegnazione e dell’indifferenza, funzionali a salvaguardare esclusivamente gli interessi di chi ci governa: vogliamo moltiplicare al contrario occasioni di confronto, conflitto, creatività e autorganizzazione, liberando spazi e tempi nelle nostre vite, sottraendoli alle logiche di mercato e della precarietà esistenziale, promuovendo relazioni tra le persone basate sulla solidarietà e su una naturale ostilità al potere e a ogni forma di discriminazione. Fare tutto ciò in una città governata da una giunta fascioleghista sarà ancora più stimolante.
E se sarà tempesta non tireremo certo i remi in barca.

F.O.A. BOCCACCIO 003
via Rosmini 11, Monza

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