2022. I sopravvissuti

Giovedì 10 agosto 0re 21.30: cineforum d’agosto in Boccaccio

I cineforum del giovedì di agosto

“2022 – I sopravvissuti”, film del 1973 di Richard Fleischer, tratto dal
romanzo “Largo, largo” di Harry Harrison del 1966, ipotizza un futuro per nulla improbabile, in cui la popolazione mondiale è cresciuta fino a giungere a proporzioni
colossali, il clima si è arroventato divenendo un’”estate torrida che
dura tutto l’anno” e il problema del cibo è diventato il problema
cardine per la stessa sopravvivenza della specie umana.
Dopo aver esaurito tutte le sue risorse, la Terra muore e lascia dietro
a sé un mondo in cui le divisioni sociali, dovute all’economia sono
portate all’estremo, un mondo distrutto dallo sviluppo tecnologico
incontrollato e dall’inquinamento.
Tutto questo è dovuto allo sviluppo tecnologico incontrollato e
all’inquinamento estremo.
Mentre i poveri (la maggioranza della popolazione) vivono ammassati
nelle grandi metropoli in condizioni disumane, i potenti godono di una
vita “normale”.
La cosa interessante del film è il focalizzarsi sul cibo come problema
principale e come fonte di dominio capitalista anche quando tutte le
strutture del potere crollano.
Per i poveri lo schifo delle multinazionali e per chi può permetterselo
i cibi bio e protetti, coltivati in ambienti asettici e lontani
dall’inquinamento delle città.
Non sembra essere così lontano dal reale!
Ma “2022:i sopravvissuti” non è soltanto un funesto presagio su un
domani che ci aspetta, ma anche una riflessione sulla profonda natura
dell’uomo e sull’evoluzione che imprime al mondo.
Comunque vada ogni possibile risoluzione o cambiamento, non è possibile
proprio per l’impossibilità comunicativa propria del genere umano e per
la sua ansia di domino; l’uomo in quanto tale e finchè vivrà non potrà
fare a meno di sterminare i propri simili e piegare, distruggendola, la
natura nell’ansia di un accumulo che è autodistruzione, unico vero
istinto innato nell’umana specie.
Il vero problema è l’uomo e la sua incapacità di vivere in armonia con i
propri simili e con la natura e non tanto il mezzo, la tecnica o il
progresso.

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