Cronache dalla zona rossa monzese

Nella giornata di ieri decine di agenti delle ffoo si sono assembrati intorno al Boccaccio, schierando anche la celere e bloccando ogni via d’accesso al posto. L’obiettivo era impedire il tradizionale falò di Sant’Antonio che da più di dieci anni si svolge in maniera autorganizzata in quartiere, prima in un campo in via Ghirlandaio e, successivamente, presso l’orto del centro sociale. Cinque posti di blocco su tutte le vie che portano al Boccaccio sono durati circa dalle 15:30 fino alle 21.
L’intervento sembra realizzare la volontà della Giunta, che giovedì sera si è lagnata del falò chiedendo l’intervento della questura. Di fronte allo spropositato schieramento di forze dell’ordine l’iniziativa è stata annullata. Nonostante tutto siamo rimast* all’interno dello spazio per presidiarlo e farlo vivere come facciamo quotidianamente.
La serata ci consegna alcune riflessioni.

Dall’inizio della pandemia la programmazione del centro sociale è stata molto ridimensionata, non tanto in osservanza ai vari provvedimenti, ma a seguito di valutazioni interne sulla capacità di garantire iniziative sicure per chiunque. A fronte di queste valutazioni il falò era stato confermato come da sempre tradizione nel quartiere. Sappiamo benissimo che ritrovarsi intorno a un falò, all’aria aperta, nel mezzo di un campo da calcio, comporta rischi sanitari decisamente inferiori che sostare in coda per i saldi di stagione, prendere la metropolitana o stare sul posto di lavoro.
Crediamo nell’importanza di scardinare con intelligenza il modello dell’isolamento, della virtualità e della distanza, che sta generando costi elevatissimi. In questo senso lo sforzo di costruire iniziative inclusive non può essere arrestato, ma anzi, ha bisogno di ulteriore spinta e coraggio.

Di fronte alla situazione di ieri, qualcuno sarà soddisfatto, sentendo propria la “vittoria della legalità”… per noi e per tutte le persone che avrebbero partecipato rappresenta invece una provocazione a cui rispondere continuando a difendere i nostri spazi e la nostra capacità di autodeterminazione.

FOA Boccaccio 003

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