SEDICESIMO SUICIDIO DEL 2010

La triste serie dei suicidi continua….

 

Era
appena rientrato da un permesso premio Romano Iaria, l’uomo di 54 anni
che la
notte scorsa si è impiccato nel carcere di Sulmona. Il sedicesimo
suicidio nei
sovraffollati penitenziari italiani (circa 67.500 detenuti contro 43mila
posti
regolamentari) avviene di venerdì Santo in quello che è ormai
tristemente noto
come il "carcere dei suicidi", dove in dieci anni hanno deciso di
farla finita in undici, compresa la direttrice Armida Miserere che nel
2003 si
sparò un colpo di pistola alla testa.

Se
all’emergenza suicidi il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
ha
tentato di dare una prima risposta con una circolare per l’istituzione
di un
‘servizio di ascoltò composto da poliziotti penitenziari in grado di
supplire
all’assenza di psicologi nelle ore serali, al problema sovraffollamento
il
capo del Dap Franco Ionta dovrà fornire soluzioni nero su bianco entro
un mese,
termine previsto dall’ordinanza firmata tre giorni fa dal premier
Berlusconi
in forza della quale Ionta è stato nominato commissario delegato.

Lo
stato di emergenza nelle carceri vige ormai dallo scorso gennaio, su
deliberazione del consiglio dei ministri. Nel frattempo, però, il numero
di
detenuti e di suicidi è cresciuto ancor di più. Iaria, tossicodipendente
con
problemi di salute, non era recluso per scontare una pena, ma perché
sottoposto
a una misura di sicurezza detentiva, vale a dire l’internamento nella
"Casa lavoro" del carcere di Sulmona. La stessa sezione – fa notare
l’Osservatorio
permanente sulle morti in carcere – dove lo scorso gennaio si è
impiccato anche
Antonio Tammaro e in cui si trovano stipate 200 persone in 100 posti. Il
Pd, con
un’interrogazione al ministro della Giustizia Alfano, chiede se non sia
il
caso di chiudere una sezione dove gli internati vivono in cella 20 ore
al
giorno. Mentre i sindacati di polizia penitenziaria, Sappe, Uilpa e
Osapp,
lamentano le promesse non mantenute dal governo sul fronte
dell’assunzione di
2mila agenti in più. "Come può un poliziotto penitenziario da solo
controllare 80-100 detenuti?", chiede il segretario del Sappe Donato
Capece.
Mentre Eugenio Eugenio Sarno (Uilpa) tira le somme su 28 tentati suicidi
di
detenuti sventati, nonché sul ferimento di 38 poliziotti, due agenti e
quattro
infermieri aggrediti in carcere.

La
tensione sale e l’imminente ritorno del caldo non facilita la
situazione. La
corsa contro il tempo del piano carceri si pone come obiettivo la
creazione di
47 nuovi padiglioni e 18 nuove carceri flessibili (sul modello delle
case del
post-terremoto all’Aquila) che assieme ad altre strutture penitenziarie
(sette
probabilmente) porteranno entro il 2012 alla creazione di 21.709 nuovi
posti,
elevando la capienza massima a 80mila unità.

Nell’ordinanza
che affida a Ionta poteri speciali, tali da poter agire in deroga alle
normali
procedure, con la secretazione delle gare di appalto e avvalendosi della
Protezione Civile, è previsto un finanziamento di 500 milioni di euro e
ulteriori finanziamenti (circa 100milioni) tratti dai capitoli di
bilancio
ordinario del Dap e dalla cassa delle Ammende. Da questo budget,
tuttavia,
dovrà essere decurtata una somma, al momento non definita, per
finanziare al
massimo 20 consulenze con contratti a tempo determinato da stipularsi
‘sulla
base di criteri di scelta di carattere fiduciario".

 

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