Mobilitazione cittadina per il diritto alla casa

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Contro il Piano Casa di Renzi e le politiche abitative dell’amministrazione comunale

MOBILITAZIONE CITTADINA PER IL DIRITTO ALLA CASA

In pochissimi mesi il governo Renzi ha sviluppato politiche che accentuano e peggiorano la condizione di estrema precarietà che stiamo vivendo: dal Job Acts al Piano Casa la direzione è sempre quella di precarizzare ed erodere i diritti, rendendoci ancora più ricattabili. Il clima di larghe intese parlamentare, tessute da un Presidente del Consiglio che nessuno ha eletto, costituisce la base per la progettazione e l’approvazione di provvedimenti estremamente gravosi per i ceti meno abbienti.
La propaganda governativa ha presentato il Piano Casa (che deve essere approvato definitivamente entro il 27 maggio dal Parlamento) come  “un decreto legge per far fronte al disagio abitativo che interessa sempre più famiglie impoverite dalla crisi economica”.
Un Piano Casa degno di questo nome dovrebbe rispondere a due problematiche sociali che rappresentano i nodi della sofferenza abitativa in Italia: la carenza di case popolari e l’inaccessibilità degli affitti. Diversamente non vi è traccia di provvedimenti in grado di tutelare il diritto all’abitare della popolazione (ad esempio contrastando la grande rendita immobiliare), anzi si creano i presupposti per un’aggravarsi dell’emergenza abitativa.
In particolare il Piano Casa colpisce proprio chi non può permettersi un affitto di mercato, distrugge l’edilizia popolare (programmandone un’accelerazione del processo di svendita) e non interviene sugli sfratti per morosità, che rappresentano l’ 80% degli sfratti. All’ art. 5 si arriva addirittura a negare, per chi ha occupato per necessità, l’ attacco delle utenze e la residenza.
Oltre a questo viene inserito “a tradimento” nel decreto un regalo di 25 milioni di euro a chi sta organizzando EXPO2015, la sempre più contraddittoria kermesse milanese del prossimo anno: questi soldi vengono elargiti sottraendoli ai piani di intervento per la stabilizzazione dei lavoratori precari, scelta che restituisce fedelmente in tutta la sua impopolarità e assurdità la natura del decreto. Pagare EXPO2015 (che, ricordiamo, è un evento privato!) con i soldi destinati ai precari.
Tornando alla questione abitativa è importante ricordare che, a livello nazionale, ci sono almeno 650 mila domande inevase giacenti presso i comuni per avere una casa popolare da parte di nuclei familiari che ne avrebbero diritto.
A Monza questo dato si traduce in 700 domande per un alloggio popolare a fronte di 70 appartamenti che verranno assegnati con la pubblicazione della graduatoria ordinaria cittadina giovedì 22 maggio 2014.

Moltissime famiglie escluse si trovano oggi ospiti nei residence privati a cui il Comune di Monza versa a fondo perduto più di 40 mila euro al mese (cifra che è triplicata nel corso dell’ultimo biennio), sottraendo risorse pubbliche per interventi strutturali che potrebbero fornire risposte a lungo termine all’emergenza abitativa.

Tante altre famiglie sono soggette a un procedimento di sfratto esecutivo, per cui a breve perderanno la casa. Dove andranno, considerando che anche i residence ormai hanno esaurito i posti disponibili ?

Con il perdurare della crisi e con l’aumento dei casi di morosità incolpevole, la politica di destinare fondi pubblici a gestori privati, quali i residence, si sta dimostrando fallimentare poiché
1) tampona l’emergenza, ma non risolve il problema degli sfratti,
2) costituisce un oneroso capitolo di spesa a fondo perduto per l’amministrazione pubblica,
3) spesso comporta lo smembramento del nucleo familiare (madre e figli da una parte nei residence, padre senza soluzione) o la sua collocazione fuori da Monza (lontano da scuole e/o posti di lavoro),
4) non esiste alcuna garanzia che in futuro vi siano fondi da destinare ai residence,
5) attualmente, visti i numerosi sfratti, non ci sono più posti nelle strutture private (le ultime famiglie sfrattate sono state infatti alloggiate all’Hotel Fantello in centro a Monza).
Appare evidente che definire “soluzione” o “politica abitativa” tale pratica è semplicemente ridicolo: in questa situazione gli unici veri beneficiari delle scelte dell’amministrazione appaiono i gestori dei residence. E’ ovvio che questo sistema di tamponamento dell’emergenza non regge e che servono soluzioni strutturali e di prospettiva. In un contesto sociale in cui in Lombardia si stima una perdita di 800 posti di lavoro al mese, sempre più persone si troveranno nella condizione di non poter pagare un affitto o la rata del mutuo.

E’ imprescindibile che l’amministrazione si assuma la responsabilità, dopo due anni di governo, di sviluppare politiche abitative più coraggiose e sensate (ossia in grado di dare una casa alle persone e non “parcheggi” temporanei in strutture private):

SOSPENSIONE DI TUTTE LE PROCEDURE DI SFRATTO PER MOROSITÀ INCOLPEVOLE FINO A QUANDO VERRANNO REALMENTE ASSEGNATI I 70 ALLOGGI DELLA GRADUATORIA;

DESTINAZIONE DEI FONDI PUBBLICI AL RECUPERO DEI NUMEROSI IMMOBILI SFITTI DI PROPRIETA’ COMUNALE, IN MODO DA EVITARE LO SMISTAMENTO DELLE FAMIGLIE NEI RESIDENCE PRIVATI;

LA REQUISIZIONE DEGLI ALLOGGI SFITTI E INVENDUTI DI BANCHE E IMMOBILIARI;

L’AVVIO DI PROGETTI DI AUTORECUPERO PIÙ VOLTE DA NOI PROPOSTI!

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Per garantire concretezza a questi ragionamenti si organizza una mobilitazione cittadina che intende dare continuità ai percorsi attivati da anni in città, sfociati nell’occupazione della palazzina di K2O (sgomberata e abbattuta da Giambelli) e nel corteo per il diritto alla casa di sabato 15 febbraio.

 

Mercoledì 21.05 ore 9, via Nievo: PICCHETTO ANTISFRATTO.
Difendiamo la casa di Mohamed e della sua famiglia!

Giovedì 22.05 ore 9, piazza Trento e Trieste: VOLANTINAGGIO UFFICIO ALLOGGI.
Nel giorno della pubblicazione della graduatoria che assegnerà 70 alloggi popolari facciamo sentire la voce delle centinaia di persone che resteranno escluse da questa assegnazione!

Sabato 24.05 ore 15.30, giardinetti di via Masaccio: INIZIATIVA DI QUARTIERE.
Insieme con gli studenti del Co.M.P.O.St. continuiamo a sviluppare percorsi e iniziative antirazzisti nel quartiere che da tre anni ci vede agire più intensamente in città, a due passi da dove sorgeva K2O.

Giovedì 29.05 ore 18.30, FOA Boccaccio 003, via Rosmini 11: ASSEMBLEA PUBBLICA SUL DIRITTO ALL’ABITARE.
Un’occasione di confronto e rilancio per le mobilitazioni a difesa del diritto all’abitare.

FOA Boccaccio 003 e Comitato monzese per il diritto alla casa

*tutti i martedì dalle 18 alle 20 in via Rosmini 11, SPORTELLO CASA: assistenza gratuita e consulenza legale.

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