Report dai presidi NOBORDER dell’est europa

24/09/2015

Ieri pomeriggio sono arrivato al campo profughi di Opatovac in Croazia,al confine con la Serbia. In questi giorni sono arrivate qui migliaia di persone e altrettante sono ripartite.

La polizia croata accompagna i profughi verso il confine ungherese e li scarica lì. Pare che in questi giorni l’Ungheria lasci passare tutti verso l’Austria. Qui arrivano molte famiglie con un sacco di bambini principalmente da Afghanistan, Siria, Iraq, ma anche qualche nigeriano e bengalese.

La gente viene scaricata qua dagli autobus e dalle camionette della polizia e attende un’oretta circa prima di entrare nel campo. Il periodo peggiore è stato questa mattina dalle 6 alle 7 quando ha iniziato a piovere. All’interno del campo non è permesso entrare e ieri abbiamo questionato con la croce rossa che non ci lasciava consegnare il cibo all’interno. Le condizioni non sono buone ma la gente non rimane quasi mai più di 24 ore.

All’esterno del campo ci sono varie cucine autorganizzate che offrono cibo e vestiti ai migranti che partono e che arrivano. Qui ci sono medici senza frontiere, unhcr , Green Peace, Evangelici, Inglesi ricchi e compagni e compagne NOBORDERS mega organizzati…

Ieri sono arrivati anche un gruppo di ragazzetti della zona (qui siamo in piena campagna: ieri ho fatto 15 km di sterrato per arrivare!) che dopo il lavoro ci hanno portato birrette e jeghermaister e alla fine hanno aiutato nella distribuzione del cibo .

La maggior parte delle persone ovviamente è qui per motivi umanitari e lo spazio per i momenti di riflessione è scarso e limitato alle incombenze logistiche.

 

24/09/2015

Oggi almeno 2000 persone sono state portare dal confine con la Macedonia al confine con la Croazia dalla polizia serba. Ora si trovano accampati al cimitero di Tovarnik nella zona franca tra Serbia e Croazia.

Ovviamente senza cessi,nè ombra.

La croce rossa non riesce a provvedere al cibo e arriva tutto dal nostro campo..

In più nelle prossime ore dovrebbe arrivare un temporale. Hanno iniziato a portare le persone al campo di Opatovac, ma sicuramente finiranno questa notte. Al momento l’autostrada con la Serbia è chiusa e i serbi possono tornare a casa solo attraverso la Bosnia …. Inoltre la Slovenia ha chiuso i confini.

Sabato c’è la carovana internazionale di meltingpolt al confine tra Slovenia e Croazia e sabato ci sarà una manifestazione a Belgrado.

Penso andrò lì .

A presto

 

25/09/2015

Oggi la situazione con la pioggia al cimitero è stata drammatica. Le persone arrivate all’alba stanno ancora aspettando e probabilmente gli ultimi arriveranno qui a notte fonda. Non capisco perché stanno usando le camionette da 9 posti invece dei bus. Questo sta rallentando di molto le procedure. In tutto questo diluvia e c’è un forte vento.

Al cimitero non c’è luce e non ci sono i bagni. Anche se ce ne sarebbero almeno 30 a soli 100 metri di distanza…In più non c’è cibo caldo e mancano coperte e impermeabili. In tutto questo stiamo incontrando un sacco di gente piena di forza e di coraggio che non si lascia intimidire dalla follia della fortezza Europa.

26/09/2015

Aggiornamenti

Quello che è successo ieri notte (giovedì 24) mi ha colpito profondamente. Dopo il violento temporale con fortissime raffiche di vento che si è scatenato sulla zona, i migranti -ancora in fila dopo ore alla frontiera di Bapska ad aspettare che gli autobus li portassero al campo di Opatovac- hanno iniziato a far pressione sulla polizia.

Per questo le autorità hanno deciso di far partire i migranti a piedi dicendo che il campo distava soltanto 5 km. Così è partita una carovana di almeno 500 persone con donne incinte, bambini, anziani, zoppi e malati sotto la pioggia battente, con la speranza di raggiungere un tenda e stare all’asciutto.

Abbiamo deciso subito di portare da mangiare qualcosa di caldo e coperte a chi aveva intrapreso la marcia. Vista la situazione, ho lasciato i compagni a distribuire il cibo e ho cominciato a fare da navetta tra il campeggio e la gente in marcia caricando tutti sulla super panda: superando ogni record sono arrivato a 7 persone compresi bambini e bagagli! Con noi intendo i compagni e le campagne NOBORDERS.

La croce rossa, gli sbirri e l’unhcr non si sono degnati di muovere un dito se non per soccorre qualche ferito. Ma la beffa, in tutto questo, è che arrivati al campo di Opatovac, la gente si trovava parcheggiati ben 20 autobus vuoti e riscaldati per tutta la notte!

 

28/09/2015

Oggi sono arrivato a Presvac, un campo profughi al confine con la Macedonia e a 20km dal Kosovo. Da quello che ho capito, la gente di qui, è di origine principalmente albanese e odiano abbastanza la Serbia e quindi il governo non investe più di tanto in infrastrutture o servizi.

Il campo ha aperto circa due mesi fa e prima era una tabaccheria, nel senso di una manifattura di tabacco. La gestione del campo è in mano alla polizia serba(che gira tranquillamente tra i bambini e le persone con mitra imbracciato) e dall’ufficio serbo per i rifugiati(non certo un’organizzazione umanitaria).

La gente arriva qui dalla frontiera macedone e tendenzialmente vien registrata(simbolicamente) dandogli un documento con cui possono restare in Serbia per 3 giorni. Nel campo rimangono per circa 6-7 ore e poi vengono mandati fuori. Gli unici che al momento stanno supportando i migranti, sono quelli di Remar, un’associazione di evangelisti…e visto che il mio contatto qui è saltato ho dovuto appoggiarmi a loro per poter entrare nel campo altrimenti mafia locale e polizia mi avrebbero fatto sparire in tempo zero. La polizia è a un livello di ignoranza inimagginabile..gli sbirri italiani in confronto sono dei signori.

Qui trattano la gente come animali, scroccano continuamente da mangiare e cazzeggiano tutto il tempo. Tutte le comodità nel campo sono messe a disposizione dagli evangelici.

Il peggio in realtà accade fuori: schiere di passeur che aspettano i migranti quando escono dal campo per portarli in macchina fino a Belgrado. La tariffa va dai 35 ai 100 euro a persona, a seconda del bus o macchina (notare che le spese di viaggio per una macchina sono di 30 euro per 380 km). Oggi un gruppo di afghani ha pagato 60 euro a testa per essere portati dalla frontiera a qui (5 km). Il tutto, ovviamente, avviene con la complicità della polizia e delle autorità locali.

Pare che anche il sindaco sia un piccolo boss locale. Questa situazione va bene a tutti: il governo, che non ha costi, e la città, che ha guadagni, lucrando sulla disperazione delle persone che non spendono oltre 24 ore all’interno del paese. In tutto ciò anche il commercio locale ne guadagna: oggi, per esempio, apre un internet point con tanto di cartelli in arabo…

Volantino Nuovo documento

Volantino No borders

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