La complicità di Poste Italiane e Mistral Air

La complicità di Poste Italiane & Mistral Air

Con l’arrivo dell’estate, aumenta il numero di persone senza documenti che cercano di raggiungere e muoversi in Europa. Alle frontiere e nelle città si intensificano i controlli per contrastare la libera circolazione dei migranti.

Giovedì 26, ore 17, largo Cairoli (Milano) PRESIDIO CONTRO LE POSTE

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Da Ventimiglia al Brennero è sempre più difficile attraversare i confini: i migranti che non sono in possesso dei “documenti giusti” vengono arrestati, obbligati a lasciare le impronte digitali e spesso viene consegnato loro un decreto di espulsione.

Nelle ultime settimane a Ventimiglia, in seguito alla chiusura del centro di “accoglienza” della Croce Rossa, sono aumentati ancora di più i controlli di polizia. I migranti vengono bloccati in piccoli gruppi, i controlli sui treni effettuati dalla polizia italiana e francese sono sistematici.
Dopo la visita del ministro Alfano – che ha dichiarato di voler ripulire la città dagli immigrati diretti in Francia – un gruppo di circa 50 persone è stato prelevato dalla stazione e portato a Genova.
Lì, dopo essere stati identificati, sono stati trasportati negli hotspot di Taranto e Trapani a bordo di un aereo messo a disposizione da Poste Italiane.

Tramite la compagnia “Mistral Air” anche le Poste si arricchiscono e speculano grazie all’infame business delle deportazioni.

Non solo un posto sicuro dove investire i risparmi, non solo un servizio utile a spedire le cartoline alla nonna quando si va in vacanza, ma un ingranaggio fondamentale nel sistema di privazione della libertà di movimento delle persone!

Stare in silenzio di fronte ai rastrellamenti, alle identificazioni massicce, alla distribuzione di fogli di espulsione e alle deportazioni significa accettare un regime razzista. Criminalizzare queste persone, lasciare che su di loro si usi la forza è inaccettabile e disumano.
Non è più possibile voltarsi dall’altra parte, pensare che non ci riguardi. Bisogna scegliere da che parte stare.

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