Con passo ostinato

CON PASSO OSTINATO

Ciclo di iniziative sull’idea di montagna e libertà.

Contro lo sgombero del Boccaccio e l’affarismo spregiudicato del CAI di Monza.

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Giovedì 22.10.2020 h 20.30 FOA Boccaccio 003 

SENTIERI PROLETARI. Storia dell’Associazione Proletari Escursionisti 

Presentazione a cura dell’autore Alberto “Abo” Di Monte

A seguire introduzione alle attività dell’APE Milano

http://www.ape-alveare.it

Domenica 25.10 ritrovo h 7.30 FOA Boccaccio 003 

GITA ALLA CAPANNA ALPINISTI MONZESI

Partenza da Erve (559 mt.) h 9.00 Arrivo previsto al Rifugio (1173 mt.) h 11.30

Per chi vuole possibilità di raggiungere il Rifugio Azzoni in cima al Resegone (1860 mt.)

Pranzo al sacco / Escursione adatta a tutte e tutti

 

Giovedì 5.11 h 21 FOA Boccaccio 003 

NUNATAK: RIVISTA DI STORIE, CULTURE, LOTTE DELLA MONTAGNA

Presentazione a cura della redazione della rivista

A seguire presentazione di Trùc (escursionismo politico)

https://nunatak.noblogs.org

https://truc.noblogs.org

 

Domenica 08.11 ritrovo h 9 FOA Boccaccio 003 

GITA AL RIFUGIO BOGANI

Partenza da Esino Lario, parcheggio per Via della Ganda (1440 mt.) h 10.45 

Arrivo previsto al Rifugio (1.816 mt.) h 12.30

Portare acqua e pranzo al sacco (non è presente acqua potabile) 

Escursione adatta a tutte e tutti

 

Venerdì 13.11 h 21 FOA Boccaccio 003 

THE MILKY WAY. Nessuno si salva da solo (Ita/Fr 2020) 

Proiezione e a seguire dibattito con il regista Luigi D’Alife

Ambientato sulle montagne tra Claviere e Monginevro descrive la storia di solidarietà degli abitanti e dei pericoli affrontati dai migranti, raccontata attraverso scorci di vita e graphic novel animate sullo sfondo del mondo di montagna nella consapevolezza che, qui come in mare, nessuno si lascia da solo.

https://www.milkywaydoc.com

 

Giovedì 19.11 h 21 FOA Boccaccio 003

RESTANZA IN MONTAGNA. Come resistere al cambiamento climatico

Incontro e dibattito con l’antropologa Michela Zucca

 

Tutte le iniziative sono a partecipazione gratuita

FOA Boccaccio 003   / via Rosmini 11, Monza    

 

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Sempre più spesso accade che per provare a sgomberare uno spazio sociale si debbano inventare motivi “socialmente accettabili”.Per imporre le proprie ragioni, il potere di turno ha bisogno di legittimare lo sgombero non solo attraverso la consueta retorica legalitaria, ma ad esempio millantando progetti di inclusione per categorie svantaggiate o facendo leva sulla riconversione green delle aree. Ovviamente si omette senza vergogna di ricordare che chi si professa oggi neoambientalista o paladino dell’inclusione sociale sia la stessa persona che fino a ieri ha cementificato le nostre città, reso l’aria irrespirabile, aumentato le disuguaglianze e che si arricchisce giostrandosi quotidianamente tra un’operazione immobiliare e l’altra.

Anche a Monza stiamo assistendo a questo fenomeno: in una città governata da una Giunta ultra legalitaria e repressiva, che tuttavia non è riuscita a scalfire l’esperienza autogestita della FOA Boccaccio, è infatti un “progetto all’avanguardia” firmato dai progettisti del CAI di Monza a minacciare l’esistenza del centro sociale.

Acquistata l’area di via Rosmini 11 è in programma la costruzione di una palestra di arrampicata che vuole essere un polo di attrazione per tutti gli amanti della montagna…a Monza!

Insomma, se i giovani non vanno alla montagna, si costruisce una montagna finta in città: questa la strategia per svecchiare l’associazione.

Per farlo, oltre a voler sgomberare l’unico spazio in città in cui i giovani veramente fanno politica, cultura e sport in maniera autogestita e autorganizzata nel solco di un’esperienza ventennale, minacciano di distruggere un campo da calcio storico per la città e procedere con la consueta colata di cemento.

Noi non staremo a guardare come spettatori passivi che questo teatrino si svolga in silenzio: oltre ad opporci allo sgombero, denunciare la pochezza politica di chi vorrebbe governare questa città, smascherare le logiche per cui le aree edificabili vengono svalutate e scambiate per pochi soldi al fine di generare grandi profitti, continueremo a produrre conflitto e autorganizzazione, denunciando ogni tentativo di lavarsi la coscienza con suddetti progetti sportivi da parte del CAI e di chi vorrà speculare sull’area di via Rosmini.

Con il ciclo CON PASSO OSTINATO racconteremo con le voci di collettivi, sportiv*, scrittor*, antropolog*, regist* cos’è per noi la montagna: non solo uno stereotipo da cui estrarre profitti idealizzandone alcune caratteristiche o, peggio ancora, un territorio da devastare in nome del capitale, ma un luogo di resistenza, di conoscenza di sè, di scambio di saperi e di comunità, da amare e rispettare in una logica di complementarietà e resistenza.

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