In memoria delle vittime proletarie del 7 maggio

IN MEMORIA DELLE VITTIME PROLETARIE DEL 7 MAGGIO

A cavallo tra il 2020 e il 2021 l’assessorato alla cultura del comune di Monza si è impegnato nella costruzione di un “ricco” cartellone di iniziative dedicate al 120° anniversario del Regicidio: dal 29 luglio dello scorso anno si sono susseguiti spettacoli teatrali, mostre e conferenze di stampo agiografico. Il legame tra la nostra città e la figura di Umberto I è stato dipinto mettendo in luce la presunta affabilità del sovrano, sposando cioè la distorta tradizione del “Re Buono”. Ne sono esplicite testimonianze la conferenza “Il Re buono, la corona e la morte” o addirittura la mostra “Umberto I, il Re che amava Monza”.

Oggi, 7 maggio, ricorre un importante anniversario che non trova grande visibilità nelle celebrazioni ufficiali e che invece costituisce un chiaro esempio dell’indole autoritaria del sovrano: nel 1898 in quella che attualmente è piazza San Paolo l’esercito regio, su ordine del Re, sparò sulla folla che protestava contro l’aumento del prezzo del pane, uccidendo 7 monzesi. Mentre a Milano Bava Beccaris compiva un’immane strage di civili (un centinaio di morti sotto le cannonate), anche a Monza le direttive repressive di Umberto I vennero applicate con tragico rigore, macchiando del sangue del popolo le strade della nostra città e innescando il sentimento di vendetta che spinse Gaetano Bresci a tornare in Italia e giustiziare il Re assassino.

Carlo Piatti, Vergani Pasquale, Villa Carlo, Sala Antonio, Assi Gerardo, Castoldi Giacomo, Meroni Teresa i nomi delle vittime proletarie, per alcuni decenni ricordate da un monumento presso il cimitero di San Gregorio, poi fatto rimuovere dal regime fascista.

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