La prima volta che me ne accorsi fu in metropolitana, a cavallo tra natale e capodanno. Ricordo che rimasi colpita non tanto dalla scritta quanto dal fatto che fosse all’interno della metro: costruita da un ente privato in occasione dei giochi olimpici, la metropolitana di Atene non lascia troppo spazio alle buone abitudini: vietato mangiare, vietato bere, vietato colorare i muri.
Resta però possibile portare la bicicletta 24 ore su 24 e non pagare il biglietto.
Mi trovavo alla stazione di Monastiraki in attesa di recarmi a casa ed improvvisamente, sulla destra, proprio sul muro che accompagna il viaggiatore al piano inferiore, la vernice nera di una scritta dai confini sbiaditi attira la mia attenzione: KATO TA XERA SAS, APO TI VILLA AMALIA’S.
Resto in silenzio cercando di capire, ma l’unica parola che mi manca è proprio quella necessaria!
Portandomi a casa un po’ d’insoddisfazione scendo anch’io le scale e mi mescolo tra la folla. Continua a leggere


































