Giorno della Memoria 2021

 

Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria. In questa data, nel 1945, l’Armata Rossa liberava gli ultimi superstiti di Auschwitz, svelando al mondo intero gli orrori dei campi di concentramento e sterminio nazifascisti. 

Nel porre lo sguardo ai concetti di discriminazione, deportazione, reclusione, annientamento dell’essere umano, oltre a comprendere le ragioni storiche di ciò che accadde durante la Seconda Guerra Mondiale, riteniamo imprescindibile guardare ai tempi nostri e al significato che questi concetti ancora oggi rivestono nella società.

La narrazione istituzionale a cui spesso assistiamo in questa occasione è ipocritamente epurata di questo passaggio. 

Lo Stato italiano, in linea con la politica della Fortezza Europa, è tuttora responsabile di politiche repressive e razziste.

Gli accordi per i campi di detenzione in Libia, la strategia dei respingimenti, l’approvazione del Decreto Sicurezza fino ai rimpatri forzati e all’istituzione dei CPR (che persino l’Onu ha definito “di concentramento”) sono causa di segregazione, deportazioni, torture e migliaia di morti ogni anno.

Se nel passato recente sono state le morti nel Mediterraneo a testimoniare questa evidenza, abbiamo oggi negli occhi le drammatiche immagini del confine tra Bosnia e Croazia, dove la democratica e civile Europa sta lasciando morire di freddo migliaia di migranti.

Riteniamo quindi offensivo per i milioni di morti per mano nazifascista e per i sopravvissuti mostrarsi contriti nel ricordo, dimenticando responsabilità dirette e indirette nelle tragedie e nei genocidi di oggi. Relegare violenze e razzismo esclusivamente ai nazisti, sia di ieri che di oggi, è spesso un ottimo modo per i “sinceri democratici” per legittimare un diffuso razzismo istituzionale contemporaneo che, strutturale e trasversale, è linfa vitale per il regime capitalista in cui viviamo e che vogliamo distruggere.
Se si considera inoltre che a Monza, come in tutta la Brianza, la deportazione ebbe soprattutto connotazione politica, ossia colpì antifascisti e antifasciste, il Giorno della Memoria deve celebrare quel desiderio di libertà e giustizia sociale che contraddistinse l’operato di partigiani o operai che pagarono a caro prezzo la propria lotta contro il regime.
E nel solco di quella lotta costruire consapevolezza nell’agire presente.

MONZA ANTIFASCISTA NON DIMENTICA

 

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